Albaro, residenti in rivolta contro il nuovo grattacielo

Proteste per il progetto di un edificio da otto piani in via Bosio. La Circoscrizione: «Si decide dopo le elezioni»

(...) tra l'istituto del Buon Pastore e via Pirandello, a un tiro di schioppo da Corso Italia. Albaro come Fiumara, dunque? A quanto pare sì. È quello che pensano da qualche giorno molti abitanti della zona venuti a conoscenza del progetto di realizzare un edificio residenziale con 19 appartamenti distribuiti su sette piani, più l'attico. E con tre piani interrati di parcheggi, il superiore dei quali avente destinazione pubblica (16 posti auto e 10 per le moto). Gli altri due piani sono, invece, riservati ai residenti (12 box e 14 posti auto complessivi). Il progetto è firmato dagli architetti Vittorio Grattarola e Paolo Bandini.
Per l'ennesima volta sul banco degli imputati finisce la norma che autorizza il trasferimento di edifici incompatibili da una parte all'altra della città. Così i volumi per costruire il «grattacielo» di via Bosio saranno recuperati dalla demolizione di una ex cartiera di San Bartolomeo delle Fabbriche a Genova Voltri. L'indice utilizzato per l'intero complesso residenziale è di 0,94 mq per mq. L'orientamento della circoscrizione Medio - Levante è di chiedere che venga ridotto a 0,50. La superficie dell'area dove sorgerà il fabbricato è pari a 1.680 metri quadrati. Come avviene sempre in questi casi, la costruzione dell'edificio è subordinata al reperimento da parte della società proponente di aree destinate ai parcheggi, al verde o ai servizi pubblici. Troppo poco per placare gli animi già infiammati dei residenti. Lorenzo Zordan tuona: «Vergogna! Innalzare un edificio di otto piani in una zona dove non si superano mai i quattro è veramente assurdo. Un palazzo del genere qui è un vero un pugno in un occhio e una presa per i fondelli di chi ci abita». L'architetto Alessandra Pratolongo parla di «grattacielo stile Fiumara che verrebbe edificato su un'area che è sempre stata verde e nella quale una volta non si poteva costruire neppure uno spillo». Sempre che il progetto di otto piani «non sia solo uno specchietto per le allodole allo scopo di presentarne in seguito uno più contenuto, da farci passare quasi come una vittoria», sibila tra i denti la donna. Mentre alcuni abitanti stanno valutando l'ipotesi di costituirsi in comitato per stoppare l'iter del progetto finito già sui tavoli della circoscrizione. Che ha votato recentemente un ordine del giorno relativo a tutti i progetti edilizi all'esame del parlamentino, compreso quello di via Bosio. Si legge: «Pur collocandosi tali progetti all'interno di quanto previsto dagli strumenti urbanistici… ognuno di questi deve essere valutato nella sua singola caratteristica, ma non può esimersi dall'avere come riferimento una visione d'insieme delle aree interessate». Pasquale Ottonello, presidente del parlamentino, prova a spiegare e a tradurre dal politichese: «In buona sostanza crediamo che sia indispensabile valutare tutti i progetti in modo approfondito e puntuale evitando giudizi superficiali o strumentali. Cosa che sarebbe realisticamente difficile attuare in questo periodo in cui il ciclo amministrativo sta per concludersi». Quindi se ne riparlerà dopo le elezioni «con la serenità e la piena legittimità che ciò richiede senza forzature dannose». Per questo motivo tutti i pareri richiesti nel frattempo alla circoscrizione verranno rinviati. Compreso quello di via Bosio. Insomma, il grattacielo di Albaro (per ora) può attendere.