Albaro in rivolta contro il cemento in via San Giuliano

La palazzina verrà costruita nel 2008 ma i residenti si oppongono

Francesco Gambaro

Sorgerà solo nel 2008, ma fa già discutere la nuova palazzina residenziale di via San Giuliano, in Albaro, tra le ville Raggio e Candida. Da alcuni giorni sono iniziati gli scavi nell'area di oltre 2 mila metri quadrati. Che in questo fazzoletto di terra, attiguo a Villa Candida, fresca di restauro, intendono costruire un edificio di tre piani che ospiterà una decina di appartamenti residenziali, grazie alla modifica della destinazione d'uso, da ufficio ad abitazione.
Ma gli abitanti di via San Giuliano si oppongono alle ruspe, «perché - tuonano - la costruzione sarebbe incompatibile con le ville circostanti vincolate dalla Sovrintenza come monumento nazionale». E c'è di più: assistiti dall'avvocato Carlo Raggi, i residenti contestano l'iter del progetto edilizio, dal momento che l'area di cui si parla è stata inclusa nella sottozona Av dal piano urbanistico comunale «comprendente edifici, giardini o parchi di pertinenza di pregio storico e dal valore paesistico e ambientale che costituiscono un sistema unitario da conservare».
In buona sostanza, in tale contesto sono consentiti interventi di nuova costruzione «esclusivamente per edifici compatibili…ove si riveli l'esigenza di riqualificare una situazione ambientalmente compromessa». E il terreno, oltre a essere classificato come parco urbano soggetto al regime di conservazione, è stato dichiarato anche di interesse particolarmente importante, quale parte della «Villa Raggio Franzone» con decreto 10/9/93 del ministero per i Beni ambientali e culturali. Di qui l'invito rivolto dagli abitanti agli uffici del settore edilizia privata del Comune, affinchè dispongano la sospensione dei lavori già iniziati da qualche settimana. La vicenda, però, è alquanto complessa. Gli attuali proprietari dell'area, infatti, si fanno forti della decisione del Consiglio di Stato che nel 2005 ha annullato la sentenza del T.a.r. di dieci anni prima con la quale era stato accolto il ricorso proposto da Italia Nostra e da alcuni residenti contro la concessione edilizia del 1991. Che prevedeva la realizzazione di un palazzo adibito a uffici per la direzione di Seat pagine gialle, allora proprietaria del lotto. La sentenza del T.ar. in pratica ebbe l'effetto di «congelare» il progetto e l'avanzamento delle ruspe per undici anni, fino alla decisione della quarta sezione del Consiglio di Stato che ha giudicato il ricorso dei residenti (e di Italia Nostra) «irricevibile, perchè tardivo».
Nel frattempo l'area è divenuta di proprietà della società Bagliani San Giuliano s.r.l. e il progetto ha ripreso vita, seppure ridimensionato. Come sottolinea l'architetto Carlo Andrea Guidi di Bagno.
«Per venire incontro alle richieste della Sovrintendenza, è stata ridotta la superficie edificabile di 500 metri quadrati, ossia un quinto dell'area. Mentre l'edificio che accoglierà i nuovi appartamenti, grazie a una modifica della destinazione d'uso, non potrà comunque emergere oltre la quota dello spiazzo di San Giuliano, a un'altezza di dieci metri».
Il nulla osta della Sovrintendenza è arrivato il 13 giugno di quest'anno. E il primo colpo di piccone è stato assestato da poche settimane. «Tutta l'area - aggiunge Guidi Di Bagno - sarà interessata da un'opera di restyling con una congrua vegetazione, terrazze e giardini pensili, e una piscina nella parte inferiore dell'edificio».