Albaro si ribella al mare sporco e alla spazzatura versata in strada

Nel mirino il litorale di corso Italia dove si notano spesso rifiuti galleggianti a riva: gli abitanti accusano il malfunzionamento del depuratore o i lavori sul Bisagno

Una volta era considerato il quartiere residenziale per eccellenza. Il punto di ritrovo della Genova bene. Adesso Albaro deve fare i conti con un’incuria dilagante da parte dell’amministrazione comunale, che pare non rendersi conto del malcontento degli abitanti. Non è trascorso molto tempo da una denuncia de il Giornale a proposito di alcuni punti di degrado segnalati dagli stessi abitanti, che ci ritroviamo a parlare di abbandono.
A partire dal mare, dove sono ormai in tanti i genovesi che sperano di trascorrere qualche piacevole giornata estiva. «Ma sarà difficile, a meno che non si ponga rimedio al fatto che l’acqua in riva è molto spesso impraticabile - spiegano alcune mamme -. Infatti a meno di giornate di vento di tramontana che porta al largo la spazzatura galleggiante, il cattivo odore e la sporcizia rendono la spiaggia impraticabile». La foto sopra è relativa alla settimana scorsa, quando il mare era visibilmente sporco. Gli abitanti hanno fatto qualche ipotesi: «O si è rotto il depuratore - dicono i soliti frequentatori di corso Italia -, oppure sono i lavori sul Bisagno che provocano lo sversamento di materiale nel mare». «Fatto sta che la spiaggia è spesso inavvicinabile», dice Beppe Damasio, candidato nella lista Biasotti, spesso in prima linea nelle denunce sul degrado del quartiere. «E - continua -, parlando con bagnini che lavorano in corso Italia essi stessi si stupiscono di come il mare sia sporco sempre più di frequente».
Ma non è tutto. Qualche giorno fa gli abitanti della zona tra via della Sirena e in via San Giuliano si sono svegliati con un mucchio di rifiuti (tra cui un materasso), praticamente davanti ai portoni. Evidentemente qualche maleducato (per non dire di peggio) ha pensato bene di disfarsi della propria spazzatura in questo modo. Ma se questo è un incidente, non lo può essere il fatto che da due anni un parcheggio pubblico realizzato con oneri di urbanizzazione è rimasto chiuso e ci siano voluti 4 mesi per stracciare la scritta stop. «E sul cancello di un altro parcheggio in via Righetti c’è scritto che l’opera doveva essere conclusa nel 2006, a marzo - continua Damasio -. Mi sembra che dopo un anno si possa almeno dare qualche avviso agli abitanti. O no?».