Alberoni «riscrive» il sesso e l’amore

Luciana Baldrighi

«Che non c’è sesso senza amore/è una gran bella verità» cantava Battisti... Francesco Alberoni non è dello stesso avviso e con la sua ultima fatica, Sesso e amore (Rizzoli, 332 pagine, 16,50 euro), ha inteso disegnare la mappa degli accordi e delle contraddizioni in materia. Il libro è stato presentato all’Hotel Rosa, durante una serata organizzata dagli «Amici della Lirica». «Padrona di casa» la madrina dell’associazione Daniela Javarone.
Costruito sulla base di un montaggio tra materiale letterario e decenni di colloqui clinici, lettere, confidenze, interviste, il saggio presenta un grado, come dire, caldo, quanto a stile e contenuto. Alberoni ne è talmente consapevole che nel corso della sua presentazione si è scusato per l’eventuale fastidio che elementi da lui definiti «volgari, aspri cattivi» avrebbe potuto provocare ai lettori. Tuttavia, visto come il pubblico seguiva con interesse le spiegazioni (infatuazione, colpo di fulmine, erotismo), si ha l’impressione che quelle pagine saranno tra le più lette e le più apprezzate in assoluto.
Alberoni ha ricordato la sua amicizia con Roland Barthes, il celebre semiologo francese autore di «Frammenti di un discorso amoroso», scettico rispetto all’idea alberoniana di poter costruire una teoria scientifica su un elemento così instabile e così frammentario, appunto, quale quello afferente la sfera della passione. Allo stesso modo, sollecitato da una domanda, Alberoni ha ammesso di non aver usato in questo suo nuovo studio nessun elemento presente nell’opera di Erich Fromm, in particolare «L’arte di amare», una delle massime autorità in materia. «Con Fromm abbiamo rotto proprio sulla base del mio primo libro in materia, “Innamoramento e amore”, che risale oramai a un quarto di secolo fa. E da allora i rapporti con i suoi eredi sono andati via via peggiorando».
Introdotto da Gianluca Bauzano, l’incontro convivial-sentimentale ha visto Francesco Alberoni al tavolo d’onore a fianco della moglie Rosetta Trevico Alberoni.