Albertazzi acclamato «imperatore»

All’Eliseo di scena «Il medico dei pazzi» mentre il Quirino propone «Corpo celeste»

Stando al consistente numero di debutti previsti in città nelle prossime sere, il nuovo anno teatrale si preannuncia ricco ma forse un po’ «confusionario». Ricco perché la scena capitolina continua a produrre e a proporre titoli su titoli. Confusionario perché dietro questa apprezzabile quantità di operazioni non sempre è facile individuare linee culturali condivise e originali. Non che manchino iniziative pregevoli o artisti di riconosciuto valore, ma nel complesso si ha sempre più l’impressione di un’eccessiva abbondanza di progetti, attori, attrici, registi, testi, stili e linguaggi.
Limitatamente agli spettacoli di questo primo stralcio del 2007, emerge in modo evidente la tendenza a recuperare produzioni di sicuro successo, che fanno meritatamente parte del nostro teatro moderno o della drammaturgia di tradizione. Ecco dunque il ritorno di Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar all’Argentina (da domani): lavoro cult di Giorgio Albertazzi e Maurizio Scaparro che dall’89 non ha mai smesso di affascinare e incantare e che proprio lo scorso novembre ha festeggiato la cinquecentesima replica. Si tratta di un vero e proprio cavallo di battaglia per l’istrionico maestro toscano, capace qui di compenetrare l’anima e la raffinata sensibilità del grande imperatore romano con sbalorditiva naturalezza: «Il mio incontro con Adriano non è quello tra un attore (non mi ritengo tale) - dice Albertazzi - e un cosiddetto carattere teatrale. È un incontro molecolare, perciò Adriano cambia, come cambia il mio sistema molecolare».
Ecco poi di nuovo Carlo Giuffrè all’Eliseo (da stasera) ne Il medico dei pazzi di Edoardo Scarpetta, esilarante satira di costume e di carattere già accolta da ottimi consensi lo scorso anno. Una bella ripresa è anche quella attesa al Quirino (sempre stasera), sala dove Lina Sastri miscela abilmente brani del repertorio partenopeo (Pino Daniele compreso) e la poesia di Anna Maria Ortese in Corpo celeste, suite visionaria e lirica già passata per Roma qualche stagione fa. E proprio la Sastri ci dà occasione di sottolineare un altro leitmotiv che lega insieme alcune delle prime di questi giorni, e cioè la forte prevalenza di operazioni declinate al femminile. Al Vittoria, per esempio, direttamente dal grande schermo arriva (stasera) 8 donne e un mistero di Robert Thomas, commedia a tinte noir che vede Sandra Milo, Corinne Clery, Caterina Costantini, Eva Robin’s e Nadia Rinaldi - le guida Claudio Insegno - disegnare un gioco di relazioni e di incastri costruito tutto intorno al cadavere di un uomo (musiche originali di Rossana Casale). Una donna è anche la protagonista di Controtempo di Christian Simeon, novità prevista all’Ambra Jovinelli sempre da oggi dove Francesca Reggiani, diretta da Gabriele Vacis, veste i panni di una musicista che, a New York l’11 settembre del 2001, vive una piccola tragedia personale destinata ad «intercettare» fatalmente ed inevitabilmente la grande tragedia che quel giorno ha colpito il cuore dell’umanità. Ancora donne, mescolate a passioni, vizi e vezzi di una società borghese vecchio stampo, ci raccontano Paola Bonesi, Maurizio Repetto, Gloria Sapio e Paola Sambo nel loro mini musical Rapsodia Quartet per carrozza e lampioni a gas, altra novità in cartellone all’Orologio da domani che intende trasportarci, tra note melò e rivisitazioni intelligenti, nella novellistica italiana di fine Ottocento. E restando in ambito di sentimenti borghesi, è un arguto affresco del matrimonio e della sua fragilità quanto il celebre drammaturgo inglese Alan Aycbourn tratteggia in Natale in cucina, storia di tre coppie attanagliate dall’ansia e da drammi tanto cruciali quanto ridicoli che Giovanni Lombardo Radice porta in scena alla Cometa da stasera avvalendosi di un bel cast capitanato da Marianella Laszlo e lavorando su una regia quanto mai rispettosa: dunque «immancabilmente comica». Cavalca l’onda delle schermaglie amorose pure la commedia musicale di Gianluca Tocci È morto... Frank Sinatra, prevista al Belli da venerdì: la vicenda di un musicista trentacinquenne in piene crisi sentimentale offre qui il pretesto per un viaggio tra le canzoni americane più amate dal grande pubblico.
Ma non è tutto. Impegno civile promette Antonio Catania nel suo monologo sulla mafia Sandokan, ispirato all’omonimo romanzo di Nanni Balestrini e in programma al Piccolo Jovinelli da stasera. Più classica la proposta della compagnia SalaUnoTeatro, impegnata da giovedì sera in un allestimento de La Tempesta di Shakespeare diretto da Ian Sutton alla Sala Uno che vede nel cast anche il bravo Reza Keradman. Si riallaccia infine al filone del teatro di derivazione cinematografica il lavoro Rita! Rita! di Willy Russel, pellicola dell’83 con Michael Caine e Julie Walters che arriva per la prima volta sulle nostre scene nella regia di Massimiliano Zeuli (al Colosseo sempre da stasera).