Albertazzi fa rivivere il Teatro dell’Assurdo

Giovedì la recita di tre pièces in un convegno con Buttafuoco, Turi Vasile e Mario Verdone

Giovanni Antonucci

da Roma

La drammaturgia italiana degli anni Quaranta è stata rimossa dalla critica per ragioni ideologiche o per ignoranza. In realtà all’inizio del decennio si affaccia una nuova generazione di autori destinati a giocare un ruolo importante nel dopoguerra. Sono Diego Fabbri, Turi Vasile, Tullio Pinelli, Alberto Perrini, Carlo Terron, Edoardo Anton, Enrico Ribulsi, Ennio de Concini, che presto diventa un importante sceneggiatore cinematografico. Si tratta di commediografi di varie tendenze, che rappresentano, in un periodo drammatico, un teatro ricco di fermenti, estroso e anticipatore di esperienze proprie degli anni Cinquanta. Il filone più interessante di questa drammaturgia è rappresentato da autori come Turi Vasile e Alberto Perrini, Enrico Ribulsi e Ennio De Concini che affrontano l’Assurdo e il nonsense nei loro testi.
Ora, con il sostegno del ministero dei Beni culturali, le pièce di questa avanguardia degli anni Quaranta, per tanto tempo ignorata, saranno studiate in un convegno, ma soprattutto realizzate in uno spettacolo che giovedì debutterà al Teatro Valle di Roma dopo una prima tournée in varie piazze. Il Convegno si svolgerà giovedì pomeriggio al Valle, con la partecipazione di storici del teatro come Mario Verdone e Fabio Pierangeli, del regista Renato Giordano, di due degli autori, Turi Vasile e Alberto Perrini, di attori come Giorgio Albertazzi, di scrittori e saggisti come Gennaro Malgieri e Pietrangelo Buttafuoco, del maestro Mario Pagano e sarà concluso dal sottosegretario del ministero per i Beni e le attività culturali Nicola Bono.
I tre testi messi in scena sono Arrivi e partenze (La valigia) di Enrico Ribulsi, Un uomo sta per morire di Alberto Perrini e Turi Vasile, Il cavallo di Ennio De Concini. Ribulsi mette in scena una famiglia tipica della media-borghesia dove i figli vanno in collegio , le fidanzate sono graziose e ingenue, le cameriere educate e attente. Ma basta che in questo mondo ordinato entri il germe dell’Assurdo perché tutto cambi. Ecco allora che l’autore anticipa di un decennio la famiglia Smith, protagonista del capolavoro di Ionesco, La cantatrice calva. Perrini e Vasile scrivono una commedia dove l’Assurdo si nutre di richiami futuristi ma anche, e soprattutto, di un forte risentimento morale.
Come non vedere, poi, la stupefacente modernità di enti immaginari eppure così reali come quelli , fra gli altri, dell’Istituto Sovvenzione agli Intellettuali che Legano l’Asino dove Vuole il Padrone? Ennio De Concini rappresenta la follia con spirito futurista e con un pizzico di surrealismo poetico. I suoi folli vivono in un mondo onirico, sospeso fra l'incubo fiabesco e la pazzia dolcemente infantile. Il regista Renato Giordano ha perfettamente colto l’Assurdo di questi testi, dirigendo uno spettacolo assai fine, grazie anche al contributo degli interpreti, da Piero Caretto a Isabella Martelli, da Roberto Posse a Ugo Fangareggi.