Albertazzi sarà il re del teatro d’estate

da Milano

Cosa ci prepara, cosa ci ammannisce (e in cosa ci delude) la lunga marcia del teatro estivo su e giù per la nostra penisola? Si cominci, prego, da ciò che ci invoglia. Ovvero da quei classici in pregiata confezione-regalo che come i petits fours amati da Monsieur Proust che, com’è noto, ai cioccolatini preferiva quei rotondi biscotti chiamati madeleines, ci chiamano da Verona a Spoleto passando per San Miniato e concludendosi a Vicenza nella reggia palladiana dell'Olimpico. A Verona, dopo il fremente Amleto di Alessandro Preziosi che, nella regia di Armando Pugliese, ha richiamato nella città scaligera frotte di teenagers pronte a seguire il loro beniamino in ogni tappa del suo lungo percorso (a Cremona il 10 luglio, ad Ancona il 12 e a San Marino il 14 prima di una lunga trasferta nel Sud) si annuncia dal 9 al 13 l’attesissima rilettura del Sogno di una notte di mezza estate. Che Giorgio Albertazzi regista ha appassionatamente riscritto in registro onirico a cominciare dal titolo che testualmente recita Il sogno di Shakespeare risognato da Puck il malizioso. Dove, tanto per non smentirsi, il Mattatore si è riservato il ruolo di quello Spirito tracotante che spruzza magiche essenze negli occhi di Titania, regina delle fate, costringendo l’incantevole Serena Autieri a innamorarsi di una testa d’asino. A Spoleto invece il Festival dei Due Mondi dopo essersi assicurato l'esclusiva dell’Opera da tre soldi magnificamente redatta e impaginata da Bob Wilson ripiega stancamente sull’uso e l'abuso chiamando in causa per l'ennesima volta l’eterna Franca Valeri col suo Carnet de notes (8 luglio), Ronconi con alcune lezioni-spettacolo destinate a destare l’interesse degli addetti ai lavori (ma solo loro), riscattandosi solo con la promettente Alica (dall’11 al 13 luglio). Prima di ripiegare stancamente le ali su una Carta bianca a Luciana Littizzetto che, la sera del 12, intratterrà i suoi innumerevoli fans fino a notte inoltrata.
San Miniato sceglie invece come sempre l’impervia strada dell’impegno con l’inedito mistico di Sartre Bariona che allinea in prima fila un interprete come Sebastiano Lo Monaco (dal 18 al 23 luglio) mentre, prima che a Vicenza in settembre De Fusco ci regali una nuova edizione di Peccato che sia una sgualdrina, Borgio Verezzi ci invita a ridere a crepapelle con le vicende di Florence Foster Jenkins, un’eccentrica americana ottantenne convinta di essere un mostro sacro della lirica che, tra rutti improvvisi e terribili stonature, rallegrò il pubblico «camp» degli anni cinquanta. In uno spettacolo intitolato Gloriosa! dove questa incredibile figura di guastatrice delle sette note sarà impersonata nientemeno che da Katia Ricciarelli dal 17 al 20 del corrente mese.