Albertini candidato, giallo sulla decisione affidata al terzo polo

Sceglie il giorno del santo patrono di Milano, sceglie con cura l’orario quando è in corso la cerimonia degli Ambrogini per parlare della sua candidatura. E sembra un annuncio, «covato» da mesi, forse da anni: correre alle Comunali. Gabriele Albertini, con ancora in tasca la tessera del Pdl, per cui siede nella commissione Affari esteri del Parlamento europeo con 23mila preferenze in città, ha affidato ai rappresentanti del terzo polo la sua disponibilità a candidarsi. «Ieri ho spedito una comunicazione personale a Fini, Casini e Rutelli contenente la mia decisione in merito alla candidatura a sindaco di Milano» ha specificato, dopo la prima uscita, un’intervista a una radio riportata come una «disponibilità per la candidatura a sindaco». Ora la palla passa ai triumviri, ovvero ai rappresentanti di Udc, Api e Fli che dovranno decidere cosa fare e valutare le condizioni che l’ex sindaco ha posto.
La notizia, arrivata come un fulmine a ciel sereno durante la premiazione, non sembra preoccupare Letizia Moratti che ostenta sicurezza: «Bene, aspettiamo novità allora. Oggi è un giorno di festa - ha poi ribadito - non penso ad altro». Ma a colpire sono soprattutto i tempi dell’annuncio: dopo mesi di mezzi passi in avanti e corse indietro, aperture e chiusure, «boh» e «mah» l’amministratore di condominio ieri è sembrato passato dal «ni» al «sì». A spingere sull’acceleratore quel «non dipendiamo da Albertini» pronunciato da Pierluigi Mantini (Udc) e «se dovesse dire no non ci suicidiamo» del rutelliano Bruno Tabacci solo quattro giorni fa. Senza dimenticare lo spauracchio delle candidature illustri circolate ultimamente come quella dell’ex prefetto Achille Serra sponsorizzato proprio da Casini, e dell’Ex Dc, già ministro ora nel Mediocredito Italiano Roberto Mazzotta (sostenuta da Tabacci) e l’autocandidatura per Fli di Luca Barbareschi.
E tutti commentano una candidatura che forse c’è, forse no. Considera un gesto di «eleganza politica non aver aspettato la fiducia del 14» il coordinatore di Fli, Manfredi Palmeri che esulta per la candidatura dell’amministratore di condominio. «Futuro e Libertà potrà riconoscersi in Albertini. La sua candidatura è una tappa di un percorso già avviato. Albertini ha già fatto il sindaco, l’ha fatto bene e potrà rifarlo altrettanto bene». Fa quadrato anche l’Udc con il coordinatore Pasquale Salvatore: «Saremo al suo fianco con convinzione». Si respira amarezza e delusione in casa Pdl, con il coordinatore regionale Guido Podestà, che aveva già «avvertito» Albertini: «È davvero una delusione. Lo dico con profondissima amarezza. A questo punto diventa incompatibile con un posto di assoluto rilievo nella commissione Affari esteri al parlamento europeo. Un anno e mezzo fa ha chiesto la fiducia degli elettori del Pdl, e adesso si candida contro il Pdl». Per l’europarlamentare Pdl Carlo Fidanza «sarebbe una candidatura per la città ma contro la Moratti e il bipolarismo».