Albertini: «In città il segnale è preciso Non cambiare rotta»

Sull’Italia tempo incerto, ma sulla casa lombarda delle libertà splende il sereno. Ad assicurarlo Gabriele Albertini che veste i panni del meteo-politologo per commentare i responsi delle urne e prevedere il clima su Milano attesa, fra una quarantina di giorni, dalla rivincita elettorale. Che riproporrà la sfida tra i due poli servendo, in salsa meneghina, il duello tra la lady ministra Letizia Moratti e l’ex prefetto Bruno Ferrante.
Albertini parte, ovviamente, dal successo a Milano e in Lombardia. «La città e la Regione più all’avanguardia e più sviluppate d’Europa - le sue parole già di buon mattino - hanno premiato le forze politiche che hanno lavorato per la modernizzazione del Paese». E non resiste alla tentazione di attribuirsi qualche merito. «Questo importante risultato - aggiunge - si spiega con la politica del fare con cui sono state amministrate. I cittadini hanno riconosciuto i risultati del nostro impegno per coniugare lo sviluppo, attraverso la realizzazione di opere e infrastrutture attese da decenni e la solidarietà, con l’attenzione concreta ai bisogni dei più deboli». Poi, come sempre, chiede aiuto alle cifre spiegando che «Milano negli ultimi nove anni è riuscita a varare investimenti ventisette volte superiori all’amministrazione precedente, garantendo la spesa sociale pro capite più alta d’Italia». E senza dimenticare la sua politica anti tasse a cui, forse, anche il premier Silvio Berlusconi forse si è un po’ ispirato. «Tutto questo - sottolinea il sindaco - è avvenuto senza aumentare la pressione fiscale, anzi facendo risparmiare 960 milioni di euro ai milanesi di addizionale Irpef mai applicata. E abbassando del 26 per cento il valore reale dell’Ici grazie al suo mancato adeguamento al tasso di inflazione». Inevitabile proiettare sul futuro i risultati di oggi. «A Milano e in Lombardia gli elettori hanno dato un segnale preciso: con il loro voto hanno espresso il desiderio che si prosegua su questa strada. In vista delle elezioni comunali l’esperienza di buon governo, ancora una volta premiata dai nostri concittadini, potrà essere capitalizzata dal candidato sindaco della Casa delle libertà. Letizia Moratti, con le sue spiccate qualità umane e indubbie capacità manageriali, potrà valorizzare e completare il lavoro che abbiamo intrapreso e concepire e sviluppare nuovi grandi progetti per la città». Consigli alla Moratti? Nemmeno per sogno. «Ho sempre odiato le campagne elettorali - ammette candido Albertini -. E credo di essere stato il peggior candidato possibile, anche se ho preso più voti di altri. Non sono certo io a poter dare suggerimenti. Farò il capolista per Forza Italia? C’è tempo, lo deciderò il 28 aprile». Si chiude con il solito bagno di umiltà. «L’Unione è in grado di governare? È un argomento che riguarda altri. Io mi accontento delle mie già fin troppo alte responsabilità».