Albertini: «Intreccio Unipol-Serravalle Porterò ai Pm un dossier su Penati»

Il sindaco segnalerà in Procura i legami tra le due vicende: «La Provincia pagò troppo per le quote di Gavio. Le ipotesi sono abuso d’ufficio e danno erariale»

Gabriele Albertini porta Filippo Penati in tribunale. Finisce davanti al giudice il patto di sindacato tra Comune e Provincia per la Serravalle. Alla faccia della tregua del branzino siglata nel settembre 2004 a Palazzo Marino per dividere la gestione della società che gestisce le tangenziali milanesi e un tratto dell’autostrada per Genova.
Ora, invece, i piatti volano e gli avvocati mettono mano ai codici. Anzi, per il momento solo ai dossier. Come rivela ieri davanti alle telecamere di Telelombardia il sindaco ospite della Prima serata di David Parenzo. L’ipotesi? «Abuso d’ufficio», assicura Albertini. Che, forse, la notizia avrebbe voluto tenerla riservata ancora per un po’ («Ora dovrò accelerare i tempi. Andare in Procura magari domani o al massimo nei prossimi giorni»). Sotto i riflettori e presto sul banco degli imputati l’acquisto «ferragostano» delle quote Serravalle. Pagate ben più del loro valore, secondo il sindaco, all’imprenditore privato Marcellino Gavio. «La mia - spiega Albertini - è solo una comunicazione di documenti con una nota sintetica che evidenzia gli aspetti secondo noi più rilevanti». Un dossier? «Diciamo così». L’ipotesi di reato? «L’abuso d’ufficio. Anche se a valutarlo sarà il magistrato. Sarà lui a dire se c’è, se va archiviata, se è un’invenzione. Certo, sicuramente l’ipotesi è considerabile».
E così Albertini si affida all’inclemenza della Corte. Con in mente già ben pronta la requisitoria. «Le cifre - si agita e gli manca solo la toga - sono quelle di sei dita. Partiamo da 2,70 euro. Quello che, nelle intercettazioni delle telefonate pubblicate dal Giornale, Gavio dichiara a Consorte essere un prezzo troppo alto per entrare in Unipol. È 4 euro, invece, quello che Gavio e Binasco intercettati considerano un buon valore dell’azione Serravalle (“facciamo un sacco di soldi”). Sale a 5 (e siamo arrivati al dito medio, ndr) il prezzo congruo fissato da Banca Intesa. Arrotondato a 9 (in realtà 8,83) il prezzo pagato da Penati a Gavio. Con Guido Roberto Vitale advisor dell’operazione e consulente di Consorte nella scalata Unipol. Sono 176 milioni gli euro della plusvalenza incassata da Gavio grazie alla generosità di Penati. E 50 milioni sono quelli investiti da Gavio nella cordata Unipol».
Una lunga e dettagliatissima memoria già pronta a Palazzo Marino, dunque, a caccia della «violazione di norme e regolamenti». «Certo - spiega Albertini - se c’è stato un vantaggio per qualcuno allora ci sono stati anche un danno erariale e un illecito amministrativo. Quindi è configurabile l’abuso d’ufficio». Mancano quattro dita. «Quelle dei tribunali a cui mi sono rivolto: il Tar, la Corte dei conti, l’arbitrato e ora la Procura». Anche a Palazzo isimbardi un intreccio tra politica targata Ds e affari? «Non faccio altri commenti. Ma essendo un pubblico ufficiale segnalo ai magistrati qualcosa che potrebbe essere di loro interesse».
«Albertini - replica Penati - non aggiunge nulla di nuovo alle illazioni più volte esposte. Se non la conferma che Albertini non ha ancora compiuto quello che è un suo dovere: presentare ciò che è in suo possesso alla Procura».