Albertini: «La Moratti tace sulla candidatura? Fa bene»

«Chi spara ai piattelli sa che più il volo è lungo più è facile impallinare la preda»

Non toccherà al sindaco Gabriele Albertini, nel 2009, l’onore di tagliare il nastro e restituire il quartiere Garibaldi-Repubblica ai cittadini in una veste completamente rinnovata. Ma non fa mistero, neanche in questa occasione, che al suo posto, con la fascia tricolore e accanto agli altri registi dell’operazione gli piacerebbe vedere il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti.
Che, dopo la «consacrazione» del premier Silvio Berlusconi come erede ideale di Albertini, non ha però ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura alle comunali del 2006. «E fa benissimo a conservare il silenzio», ha sostenuto Albertini. «Chiunque abbia sparato ai piattelli sa che più il tempo di volo è lungo e meglio si prende la mira, e più è facile che il bersaglio venga impallinato - ha spiegato il primo cittadino -. Uso questo paragone irriverente, ma lo dico con tutto il rispetto per Letizia Moratti». Il sindaco ieri è tornato a parlare anche dell’affaire Sea, in vista della riunione decisiva che si terrà lunedì a Palazzo Marino, quando i segretari cittadini dei partiti di maggioranza si siederanno attorno a un tavolo per sciogliere gli ultimi nodi sulla delibera per la vendita del 34 per cento delle quote in mano al Comune. E dovranno e far rientrare in «carreggiata» l’Udc che ha minacciato, nei giorni scorsi, di non votare in consiglio la privatizzazione. Un dietrofront accompagnato anche dalla richiesta del commissario cittadino, Bruno Tabacci, di rivalutare l’opzione della quotazione in Borsa. Una possibilità accantonata già nel 2001.
«Io e i segretari di tutti i partiti, eccetto uno che però mi pare sia commissario, e non segretario, avevamo già trovato la quadra e tutte le figure possibili - ha affermato Albertini -. Certo, tutte le riflessioni, anche quelle a voce alta, sono da rispettare. La prevediamo, questa ricognizione generale. Credo che non possa che portare alla conferma delle decisioni già adottate, magari integrate dalla partecipazione, a questo punto convinta, e non di silenzio-assenso, del commissario “barra” segretario dell’Udc» lunedì alla riunione dei leader della Casa delle libertà. Questo, spiega Albertini, «è un auspicio, ma anche una previsione credibile».