Albertini: «La Sea va venduta Con quei soldi il nuovo metrò»

De Corato: «Chiudiamo entro marzo per non perdere i 240 milioni stanziati dal governo»

Giannino della Frattina

«C’è un accanimento contro la vendita della quota Sea. Qualche grande finanziere non vuole questa operazione, ma il rischio è che saltino opere pubbliche importantissime per Milano». Entra nella bufera Sea il vicesindaco Riccardo De Corato subito dopo la giunta che, dopo le tante polemiche, ha dovuto sezionare il boccone indigesto della vendita del 33 per cento della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Spostata al 31 gennaio la scadenza del bando di gara, i malumori, anche interni alla Cdl che ieri pomeriggio si è riunita in un vertice, si sono moltiplicati.
Non abbastanza, però, per convincere alla resa il sindaco Gabriele Albertini. Che ribadisce la volontà di procedere alla dismissione. Assicurando che l’intenzione di distribuire agli azionisti un dividendo straordinario da 250 milioni non costituisce affatto un «saldo di fine stagione». Ma sicuramente un elemento destinato a «confortare» gli investitori. E assicura che la vendita è solo una «proiezione ortogonale» di quello che il consiglio comunale ha già deciso. Nessuna possibilità di cambiare rotta, dunque, è il messaggio forte e chiaro inviato ad alleati e avversari. «Un terzo della società - sottolinea il sindaco - vale 600 milioni di euro con le riserve straordinarie indivise. Il fatto che queste vengano distribuite non altera in alcuna misura il capitale sociale». Certamente però si tratta di una «opportunità per l’azionista di maggioranza, ma anche per gli investitori». Secondo il sindaco, infatti, il maxidividendo può «confortare la decisione a investire nei termini proposti dal bando». E ricorda la lista delle grandi opere da finanziare con i ricavi. «L’opposizione ci vuole impedire il varo della linea 4 a cui potremmo destinare 350 milioni di euro a cui si aggiungono i 240 già stanziati dal Cipe e i 200 provenienti dai capitali privati. Dei restanti 250 milioni di euro, 50 andranno alla Biblioteca europea, 100 alla Città delle culture e i rimanenti 100 ad altre spese come gli alloggi per l’edilizia popolare».
«Entro marzo - ricorda De Corato - bisogna deliberare i finanziamenti, perché scadono gli stanziamenti del governo legati alle delibere del Cipe per la costruzione della linea 4 del metrò. La relazione di Paris Bas parlava di una proposta di distribuzione tra i 250 e i 280 milioni di euro di riserve. Anche se l’assemblea decidesse l’erogazione del valore massimo, cioè di 280 milioni, ai soci il rapporto tra capitale di debito e capitale di rischio arriverebbe al 3 per cento, mentre la media di questo valore degli altri scali europei è intorno al 6. Siamo assolutamente tranquilli quindi della solidità dell’azienda».
Tranquillità non condivisa da Fi. «Per fare la metropolitana - attacca l’azzurro Carlo Masseroli, presidente della commissione Bilancio e privatizzazioni - non dobbiamo abbattere la Sea. Non vorrei che il rimedio, riuscire a vendere, sia peggiore del male. I dividendi non vanno distribuiti se questo causa problemi alla società. Credo che 50 milioni potrebbero bastare per garantire alla Sea un futuro più tranquillo. Sicuramente Fi non accetterà che si cambino le regole del gioco».