Albertini va a votare in bici

Daniela Uva

La prima giornata di referendum si chiude con la vittoria dell’astensione, nonostante Milano abbia «alzato» la media nazionale. Ieri tra le 8 e le 22 sono andati alle urne tra il 28,18% dei milanesi (per il quarto quesito) e il 28,22% (per il primo e secondo, mentre il terzo ha raggiunto il 28,21%) per dire la loro sulla legge 40 che regola la procreazione assistita. In tutto, circa 283mila cittadini su oltre un milione degli aventi diritto. In tutti i quattro casi, l’affluenza più alta si è registrata nella zona Venezia-Città Studi, la più bassa in Stazione Garibaldi-Niguarda. Per uno scarto inferiore all’uno per cento, hanno votato più uomini che donne.
«Non andare a votare, segui il mio esempio - consiglia la signora Rita -. È per colpa di queste pratiche che le donne si ammalano. Non è giusto decidere cose così delicate attraverso un referendum». Un pensiero che riassume lo spirito di molti milanesi. Zona San Siro, ore 14.30: la percentuale di affluenza alle urne è ancora molto bassa. Il 10%, in media, alla scuola elementare di via Paravia. Nella sezione 1059, ad esempio, su un totale di 834 iscritti alle liste elettorali, solo 109 hanno espresso una preferenza. «Ho votato tutti sì - racconta Sara Loiacono - perché credo che per una donna sia la cosa più giusta da fare». «Io ero in dubbio sulla scheda blu - continua Elsa Trevissoi - poi ho deciso di rispondere sì anche a quel quesito: la ricerca è importante, un domani potrei averne bisogno anch’io». Spostandosi nella zona di piazza De Angeli, la situazione non cambia. Intorno alle 15 nella scuola media Vittorio Bottego, in via Colonna, ha votato circa il 15% degli aventi diritto. Nella sezione 397, su 905 iscritti se ne sono presentati 137. Tre hanno scelto di non ritirare la scheda numero 4, quella relativa alla fecondazione eterologa. «Io mi sono astenuta sul quarto quesito - conferma Patrizia - credo sia eticamente inaccettabile la fecondazione da parte di un donatore esterno alla coppia». Poco più lontano, nella scuola media Mauri, le percentuali salgono un po’. La media è del 18%. «Ma gli elettori sono ancora troppo pochi - dice Alessandro Pulsoni, che controlla l’ingresso - se continuiamo così non credo che arriveremo al quorum».
Anche il centro ha risposto in modo sonnolento alla chiamata referendaria. Alle 11, nel seggio dell’Istituto per il commercio «Cavalieri» di via Olona 14, non era stata raggiunta ancora un’affluenza del 5%. Solo in alcune delle 8 sezioni si era superato il 6%, con il picco della sezione n.1357 dove, su 817 aventi diritto al voto, si erano recati alle urne 64 cittadini, 34 uomini e 30 donne. «Aspettiamo il pomeriggio per avere una maggiore affluenza - dichiara uno dei presidenti di sezione -, per ora il movimento è stato scarso». Altro giro stesso copione: alla scuola media di via Monte Grappa, alle 12 le percentuali di affluenza oscillavano tra il 5 e l’8%. «È troppo presto - precisa una scrutatrice -, le “sciure” sono tutte impegnate a preparare il pranzo».
Ma dopo pranzo la musica non cambia: alle 16, nella scuola elementare di via Ravenna, zona Corvetto, solo una sezione aveva superato lo sbarramento del 10%, la numero 1323 dove, su 853 elettori, 108 (il 12%) avevano già votato. Il resto delle sezioni oscillava tra il consueto 5% e 9%. In via Crocifisso, alle 12, qualche scrutatore studia per un esame all’università, altri giocano addirittura a scacchi. Alla sezione 1352, dove sono passati il 7% degli aventi diritto, dicono che «l’età media è abbastanza alta». Giovanni è in fila per votare: «Si tratta di decidere in che direzione vogliamo che vada la scienza». Scuola «Carlo Porta», in via Moisè Loria, ore 11.30: «Giovani per ora ne abbiamo visti un paio», riferiscono alla sezione 367, che a quell’ora conta un’affluenza del 6,3% . C’è tempo ancora oggi per «spostare» l’affluenza a favore del quorum: si vota dalle ore 7 alle 15, poi parte il conteggio.