Albertini, un «vice commissario» in campo

Esordio con gol per l’ex mediano rossonero e del Barcellona che va a rinforzare i Citizens of Humanity

Gian Piero Scevola

Ma quante sorprese riserva l’Adidas Cup. Grande spettacolo, gioco e divertimento e tanti ex che non mancano mai di stupire. Al punto che, dopo la pirotecnica presenza di Kakà che ha dato il calcio d’inizio alla manifestazione; il ritorno in campo del «capitano» per eccellenza Franco Baresi nella seconda giornata; il terzo turno giocato giovedì sera sull’erba sintetica del centro Masseroni Marchese ha visto un altro ritorno eccellente.
Ci riferiamo a Demetrio Albertini, il grande mediano del Milan di Sacchi e Capello che, salutato il calcio in un memorabile «Albertini day» a San Siro con la presenza dei compagni di Milan e Barcellona, ha evidentemente sentito la nostalgia del football. Dismessi anche i panni di vice commissario della Figc, si è rimesso pantaloncini e scarpette ed è tornato in campo a dare spettacolo con la solita classe e grinta, nella Citizens of humanity. E anche a fare gol, perché nel match clou della terza giornata, quello tra Citizens e Media Partners, la sua rete è risultata determinante per un pareggio-spettacolo di 5-5 che ha richiamato sulla tribuna del Masseroni Marchese il grande pubblico. Di Pizzi, Spaziani, Piccoli, Teragni e Albertini appunto le reti dei Citizens, che possono disporre di un altro pezzo da novanta come Benoit Cauet, mentre la cinquina di Media Partners è stata confezionata da Serandrei (2), Baldo, Tremolada e dal solito Massimo Crippa, un altro ex professionista che ha riscoperto il gusto del gol nell’Adidas Cup.
Il pari tra le due grandi ha lanciato in vetta, imbattute, l’Epicas di Franco Baresi e Radiorama di Leonardo e Eros Ramazzotti. È davvero una corazzata questa Epicas che ha facilmente disposto per 7-2 dell’Atahotels di Paolo Ligresti. Di Pischetola, Castellazzi, Ludovico Costacurta, Max Pisu, Coldebella, Canovi e appunto Baresi le reti (non dimentichiamo che in questa squadra super ci sono altri big come Evani, Vierchowod, Tarozzi, Tavola, i portieri Abate e Braglia) mentre per gli uomini di Ligresti a segno sono andati Carbone e Arcevedo.
Radiorama ha invece travolto 13-4 la Banca Mediolanum con un poker di gol di Savi, la tripletta di Gencarelli e la doppietta di Riccadonna, mentre le segnature di Italiano (3) e Gambaro hanno reso meno amara la sconfitta di Mediolanum. Slavina anche dello Studio Izzi (13-1) sul Maestro di Casa: tripletta di Fabrizio Fontana, doppiette di Marco Dattilo e Izzi, gol di Albore, Filippo Galli (un altro grande ex che ora allena la primavera rossonera), Zigliani, Confente e Fabio Dattilo. La bandiera per il Maestro è stata salvata da Montesano. Altro pareggio per 5-5 tra Impossible is nothing e Movitalia (primo punto per entrambe), con gol di Monelli, Marino, Lemarchand, Virdis (benvenuto tra noi Pietro Paolo), Sabatino per l’Adidas, mentre Movitalia ha risposto con Farina, Paolillo, Cocco, Arosio e La Greca. Partita anche dura, con ammoniti Monelli (proteste), Marino e La Greca (gioco scorretto).
E il nostro Giornale, direte voi? Buone nuove perché, sotto gli occhi attenti e severi del presidente Paolo Berlusconi, che ha fatto un tifo d’inferno, i gialli di capitan Andrea Manzoni hanno battuto 5-4 Sky, dopo aver chiuso il primo tempo sul 5-2 grazie alle doppiette di La Stella e Grosselli e al gol dell’esordiente Lupone, mentre per Sky andava a segno Spelta (2). I ragazzi del Giornale controllano nella ripresa e subiscono nel finale (grazie anche a un arbitro sfacciatamente contrario) la rimonta parziale di Sky con D’Ercole e Ghisoni. Soffre anche Berlusconi senior perché il figlio Billy non ha fatto gol («Ma ho lavorato tanto per la squadra», ha confessato il bomber del Giornale). Con Fusco, Tedoldi, Rossi, Gelosi, Mutinelli e Materi a completare il team vincente.
Con questa vittoria il Giornale si porta alle spalle delle «grandi», ma il vero banco di prova sarà giovedì prossimo quando affronterà i Citizens. Ecco perché i nostri tifosi (lettori ovviamente) non possono mancare.