Alberto conquista il Polo e anche un’esploratrice

Otto ore di fila sulla slitta per fare 100 km: «La mia impresa per sottolineare i rischi che corre l’ambiente»

Il Principe Alberto II di Monaco ha completato la spedizione al Polo Nord. Il suo entusiasmo per la missione è al massimo: «È stata una esperienza incredibile, che pochi uomini hanno fatto. Un’avventura molto più dura di quanto ci aspettassimo. Trovarsi sul tetto del mondo dà una sensazione inebriante. Ho provato la gioia di appartenere a un pianeta pieno di risorse e di ricchezze. La terra è un gioiello che va assolutamente protetto. Per questo sono orgoglioso che al Polo Nord ora sventoli la bandiera Monegasca. Il mio trisavolo le Prince Albert I, che nella sua vita avventurosa ci aveva provato quattro volte, era arrivato molto vicino al traguardo. Per questo ho voluto ripercorrere il viaggio. Ritenevo doveroso completare le sue imprese».
Al di là del desiderio che spinge uno sportivo a misurarsi con le proprie forze il Principe Alberto aveva un obiettivo ben preciso: «Ho voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi rischi d’inquinamento industriale e di riscaldamento del pianeta, che rappresentano una seria minaccia per l’Artico, immensa regione del mondo di una bellezza unica che dobbiamo proteggere».
Il viaggio è iniziato il 10 aprile con l’arrivo a Kiruna, il punto più a Nord della Scandinavia. Da lì la partenza con i cani, le attrezzature e i viveri, caricati su un Tupolev destinazione Borneo, la base russa galleggiante. Poi le prime difficoltà: «Durante il cammino abbiamo avuto grossi problemi di visibilità. Condizioni difficili per il cattivo tempo. Passaggi delicati con il pack che si apriva. Abbiamo dovuto soccorrere due membri della spedizione che sono caduti in acqua. Ripeto: è stata una esperienza dura perché si trattava di viaggiare per otto ore di fila su una slitta e non sempre era possibile coprire il percorso come desideravamo. La cosa più commovente sono stati i cani. La loro generosità. Abbiamo percorso oltre 100 chilometri. La sensazione straordinaria è stata il contatto con quella natura così aspra».
Monaco-Info ha girato un documentario sull’impresa. Un filmato storico che ha come protagonista - come si dice in francese - Un Prince Charmant. Un certo clamore ha suscitato la presenza di una giovane donna tra i membri dell’equipaggio.
Si tratta di Annabelle Bond, una trentaseienne inglese nata e cresciuta a Hong Kong. Annabelle, che potrebbe essere facilmente scambiata per una modella, ha lavorato dieci anni a Hong Kong nel settore immobiliare ma nello stesso periodo ha partecipato ad alcune maratone delle montagne. È diventata così la prima donna capace di scalare le sette vette più alte di ogni continente. Exploit straordinario che durò 360 giorni durante i quali Annabelle coprì un percorso di 103 chilometri con oltre 7mila metri di salite verticali. Il mondo del gossip, sempre a caccia della moglie perfetta per Alberto II, avrà di che parlare. Proprio oggi ricorre il cinquantenario del matrimonio di Grace con il Principe Ranieri. Era il 19 aprile del 1956. C’è una curiosa serie di ricorrenze nel Principato se si considera che Albert Premier esattamente cento anni fa tentò l’ultima impresa al Polo Nord: era il lontano 1906. A Colui che amava il mare, grande studioso di scienze oceanografiche. All’uomo che il 25 aprile del 1899 posò la prima pietra del Museo Oceanografico. Al navigatore che esplorò i mari artici al timone di Hirondelle II, nave di 1650 tonnellate che aveva fatto costruire con un laboratorio scientifico a bordo, è dedicata l’impresa portata a termine dal suo atletico successore. Davvero una bella favola.