Alberto Contador vince il Giro d'Italia

Era stato invitato a partecipare al Giro d'Italia quasi all'ultimo
minuto, si dice fosse arrivato per correre solamente una settimana o
poco più e poi tornare a casa, lo spagnolo dell'Astana. Invece è rimasto e il Giro l'ha vinto, facendo un (forse) inatteso bis dopo il Tour de France

Milano - Era stato invitato a partecipare al Giro d'Italia quasi all'ultimo minuto, si dice fosse arrivato per correre solamente una settimana o poco più e poi tornare a casa, lo spagnolo Alberto Contador, leader dell'Astana. Invece è rimasto e il Giro l'ha vinto, beffando gli italiani che si sono battuti bene (a cominciare da Riccò, un anno più giovane di Contador) per proseguire con Di Luca e Simoni (peraltro in gran recupero), tanto per fare qualche nome. Lo spagnolo - e lo avevamo scritto - dal giorno che ha indossato la maglia rosa è diventato l'uomo da battere, forte della conquista anche del Tour de France. E così è stato.

Marco Pinotti ha vinto la 21/ma tappa, una cronometro individuale, da Cesano Maderno a Milano, lunga 28,5 km. Il ciclista dell'High Road ha ricoperto il percorso in 32'45", precedendo di 7" il tedesco Tony Martin e di 10" il russo Mikhail Ignatiev. Alberto Contador, che ha conquistato definitivamente la maglia rosa, si è piazzato 11/mo.

Assieme ad Alberto Contador dell' Astana salgono sul podio del 91/mo Giro d'Italia l'emiliano Riccardo Riccò, staccato di 1'57" (nella crono di oggi ha perso 1'53") e Marzio Bruseghin, a 2'54". Il veneto ha preceduto di soli 2" Franco Pellizotti, giunto quarto.

Lo spagnolo esulta: meglio che al Tour... "Addirittura meglio del Tour...": Alberto Contador celebra la sua fresca vittoria al Giro d'Italia con una battuta che esprime soddisfazione, ma cela forse anche un po' di veleno per la corsa francese che a luglio non potrà correre. Lui il Tour del 2007 lo ha vinto, ma quest'anno la sua squadra è stata esclusa dalla 'Grande Boucle' per le note vicende legate al doping. "Sull'esclusione dal Tour dell'Astana ho una mia opinione e non penso che i francesi cambieranno la loro - spiega Contador - Io rispetto la decisione degli organizzatori del Tour, ma non la condivido per niente". Quando venne chiamato dal suo direttore sportivo Johan Bruyneel, Contador si trovava a Cadice, dove si era recato per una breve vacanza. Si faceva cullare, assieme alla fidanzata Macarena, dai suggestivi e dolci tramonti andalusi, aveva in mente solo le corride e pensava a come sarebbe stato il mare il giorno dopo. Tutto immaginava tranne che di essere 'chiamato' dalla corsa rosa. Invece, la telefonata di Bruyneel gli comunicava la novità: "Alberto - gli riferiva l'ex ds del plurivincitore del Tour, lo statunitense Lance Armstrong - togliti il costume a indossa i pantaloncini dell'Astana, prendi la bici e partiamo: si va al Giro d'Italia". L'Astana, infatti, era stata invitata proprio all'ultimo momento e la decisione della Rcs aveva colto il vincitore del Tour de France non nelle migliori condizioni atletiche. In quel momento, forse, Contador non sperava nemmeno di ritrovarsi a Milano con la maglia rosa e la soddisfazione di avere resistito a ogni attacco sferratogli sulle strade della Penisola. La forma ha avuto modo di conquistarla tappa dopo tappa, curva dopo curva, sulle Dolomiti o le alpi orientali. Magari con la maglia di leader della classifica generale già addosso. "Comunque - ammette il leader dell'Astana, che è nato nei pressi di Madrid e porta a casa questo Giro d'Italia pur senza avere mai vinto una tappa (cosa abbastanza rara, ma non insolita, nella storia della corsa rosa) - tutto sommato è valsa la pena interrompere le vacanze per partecipare al Giro. Questa gara avrebbero voluta vincerla tutti. Per quanto mi riguarda è molto simile, se non addirittura meglio, del Tour de France". Contador è libero di tornare in vacanza, ma lo farà con la maglia rosa in valigia. Per questo l'abbraccio alla sua Macarena, dopo l'arrivo di oggi, aveva tutta l'aria di una rivincita che, per il 'picador' madrileno, è dolce come un tramonto di Cadice. Contador adesso punta dritto alla Vuelta di Spagna, in programma a settembre, anche per completare un fantastico tris che si concretizzerebbe nel giro di poco più di un anno: Tour, Giro e... Vuelta.