Alberto interrogato dal gip in carcere La difesa: "Sulla bici niente sangue"

Interrogatorio per la convalida del fermo. Il gip deciderà entro domani. Il legale del 24enne continua la sua battaglia contro la prova regina raccolta dagli investigatori: "Sulla bici non c'è sangue". I genitori del ragazzo visitano il figlio in carcere

Vigevano - Un'ora. Poco più. L'interrogatorio per la convalida del fermo di Alberto Stasi è cominciato poco dopo le 10,30 e si è concluso prima di mezzogiorno. Il 24enne, in carcere da lunedì al Piccolini di Vigevano per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto scorso a Garlasco, ha risposto alle domande del gip Giulia Pravon che si è riservata la decisione. Stasi resterà quindi sicuramente in carcere fino a domani quando, entro le 14 per obbligo di legge (devono passare al massimo 48 ore dalla richiesta di convalida del fermo del pm) probabilmente il gip renderà nota la sua decisione. Gli avvocati del giovane hanno ancora contestato la validità scientifica delle prove, le tracce di sangue sui pedali della bicicletta di Alberto. Prove che hanno portato al fermo del giovane. Nei giorni scorsi avevano già presentato una memoria difensiva che puntava alla scarcerazione dello studente insistendo sull'inesistenza del pericolo di fuga.

"Non c'è sangue sulla bici" "Che non è sangue lo sosteniamo scientificamente, mica così per dire". Insiste l’avvocato Angelo Giarda entrando nel carcere di Vigevano per l’interrogatorio di convalida del fermo di Alberto Stasi. L’avvocato, assalito da giornalisti e telecamere, riesce a varcare l’ingresso della casa circondariale solo con l’intervento di due agenti della polizia penitenziaria. Prima di lui erano già entrati nel carcere gli altri due legali della difesa, Giuseppe e Giulio Colli. Stamattina è stato visto entrare nel carcere anche il cappellano don Florindo, che da quando Alberto è in cella ogni giorno passa qualche minuto a salutarlo per dargli un po' di conforto. Poi, dopo l'interrogatorio, il gip ha concesso anche l'incontro tra il giovane e i genitori.