Albertoni e Cappellacci: giù l'Iva

«Il governo ha già dato un'importante apertura ai grandi temi del settore nautico, ma ora attendiamo che con il prossimo “Salva Italia” ci arrivino validi strumenti per il rilancio di tutto il comparto, anche attraverso la revisione del Codice della nautica da diporto e la piena operatività del Registro internazionale della nautica». È l'auspicio di Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica, espresso a conclusione della convention di Cagliari. Indubbiamente le aperture del governo indicano una inversione di tendenza rispetto alle politiche punitive e persecutorie del precedente esecutivo. Delle cui «gesta» non intendiamo più parlare.
Tra gli «strumenti validi» attesi da Albertoni c'è la spinosa questione Iva. «Se le strategie di mercato parlano di vendita del “Prodotto Mediterraneo” al resto del mondo, lo Stato ci deve dare le stesse armi che hanno i nostri concorrenti. Un esempio: perché tra Saint Tropez e Portofino, o tra Mentone e Ventimiglia, ci deve essere un gap sull'Iva del 14%?».
Non a caso Albertoni ha apprezzato molto il disegno di legge annunciato dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che vorrebbe i resort marina equiparati alle strutture turistico-ricettive con conseguente riduzione dell'Iva al 10% (che probabilmente salirà all'11% da luglio).
«L'iniziativa del governatore - secondo il numero uno di Ucina - dovrebbe essere un esempio per le altre regioni. E non c'è bisogno di inventare qualcosa: Spagna e Francia fanno già così. Abbiamo parlato con il ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e con i presidenti delle due commissioni di Camera e Senato. I segnali percepiti sono incoraggianti. Ora aspettiamo le prossime mosse».
A giudicare dai dati dell'Osservatorio Nautico Nazionale, il turismo nautico potrebbe contribuire a far ripartire l'economia e l'occupazione. Eloquente l'esempio Sardegna dove le ricadute sul territorio derivanti dalla spesa complessiva del diportista potrebbero aumentare di oltre 92 milioni di euro e raggiungere i 350 milioni se le risorse nautiche della regione fossero utilizzate al massimo. In questo caso si creerebbero 2.700 nuovi posti di lavoro (di cui 2.300 nell'indotto), e un incremento del gettito Iva di oltre 20 milioni di euro.
Ma l'Onn scatta una foto impietosa sul diporto nazionale. Lariduzione della spesa della barca (costi portuali, manutenzioni ecc.) è crollata dal 27,9% al 52% (a seconda delle imbarcazioni). Un tracollo per la spesa annua sul territorio in fatto di trasporti, ristorazione, shopping e intrattenimento. Nei soli marina, dal 2009 a oggi, l'indotto dei diportisti stanziali è passato da 1,1 miliardi a poco più di 484 milioni, segnando una contrazione del 56%. Basta e avanza per qualche riflessione. Ovviamente rigorosamente riservata agli uomini di buon senso e di buona volontà.