Albertoni: «Entro un anno lo statuto regionale»

Il neo presidente apre all’opposizione: «È un tema da affrontare insieme»

Un nuovo Statuto regionale in chiave autonomista entro un anno. È l’obbiettivo dichiarato del neo presidente del parlamentino lombardo Ettore Albertoni, eletto ufficialmente ieri (alla prima votazione, e non alla quarta come a Palazzo Marino) alla seconda carica istituzionale della Regione coi voti dell’intera Cdl e i mugugni delle opposizioni: al momento del voto Verdi e Prc si sono astenuti,il resto del centrosinistra ha votato scheda bianca.
«Ho accettato questo incarico, che non avevo né richiesto né sollecitato» ha voluto subito precisare Albertoni nel suo discorso d’insediamento, perché effettivamente lui avrebbe tranquillamente proseguito a fare l’assessore alla cultura. Poi Bossi e Berlusconi gli hanno chiesto di avviare in Lombardia una nuova stagione di riforme, sfruttando al meglio - con la perizia giuridica che gli è propria - le possibilità offerte dalla modifica del Titolo V della Costituzione, e lui ha accettato. Ponendosi, da subito, degli obbiettivi precisi. Ovvero: un nuovo Statuto, col contributo delle opposizioni.
«Da lunedì prossimo avvierò le consultazioni con tutti i partiti - ha annunciato Albertoni -, per discutere coi vari gruppi dei contenuti concreti che dovrà avere il nuovo Statuto, a cominciare dalla scelta fra l’ordinamento presidenziale e quello parlamentare». Uno Statuto bloccato in commissione da parecchi anni e che Albertoni vuole ora riscrivere, in versione federalista, «in un anno al massimo». La Commissione riprenderà a lavoraci sopra, «a pieno ritmo», a partire da settembre.
Il centrosinistra continua a chiederne la presidenza, riguardo alla quale il primo a non avere preclusioni è lo stesso governatore Roberto Formigoni, convinto che «all’interno di un dialogo con tutti, si potrà decidere insieme chi meglio possa rappresentare il consiglio dentro quella commissione e chi possa guidarla».
L’apertura al dialogo con l’Unione sulle riforme possibile, da parte di Formigoni, è stato netto: «Ora - ha detto - dovremo affrontare insieme il tema statutario, nel momento in cui il quadro di riferimento costituzionale è stato fissato. La Lombardia continuerà ad offrire una grande spinta per la trasformazione dell’Italia in senso federale e si doterà di poteri nuovi all’interno di quelli che la Costituzione permette. Mi auguro che l’opposizione sia disposta a seguirci, a lavorare, a confrontarsi con noi, portando le proprie proposte e valutando le nostre, perché quando si parla di Lombardia più forte e federale i consensi debbano essere molto ampi».