Da Alcaron al giovane Perez Roque ecco gli uomini chiave del regime

Più marxista del fratello, accusato di essere coinvolto in un traffico internazionale di cocaina, sogna di fare di Cuba una mini-Cina

Marta Ottaviani

Li si sentiva di rado e certo non hanno mai avuto un ruolo di primo piano. Ma dopo l’annuncio della malattia del líder máximo e del momentaneo passaggio di poteri al fratello Raul, tutti gli occhi sono puntati su di loro, gli uomini chiave del regime castrista.
Ricardo Alarcon
È il presidente dell’Assemblea nazionale popolare, carica che detiene dal 1933. Abbastanza avanti con gli anni, ne ha 69, era ancora uno studente universitario quando passò alla diplomazia. Fine conoscitore degli Stati Uniti, ha rappresentato Cuba alle Nazioni Unite. Per un breve periodo di tempo ha anche ricoperto la carica di ministro degli Esteri. Membro dell’ufficio politico del Partito comunista cubano, è uno dei pochi funzionari che parlano con la stampa, anche se difende strenuamente la linea ufficiale dettata da Fidel Castro.
Carlos Lage
È il vicepresidente del Consiglio di Stato, segretario del Consiglio dei ministri e del comitato esecutivo incaricato di economia. Laureato in medicina ha lasciato subito le corsie d’ospedale per la carriera politica. È stato autore di alcune riforme economiche che hanno permesso la sopravvivenza del regime negli anni Novanta. Ha scarso carisma, ma gode di un certo rispetto per i numerosi appoggi politici in provincia.
Felipe Perez Roque
Attualmente detiene l’incarico di ministro delle Relazioni estere ed è uno degli esponenti più potenti della nuova generazione detta dei «taliban», quelli passati direttamente dall’università alla carriera politica. Giovane, ha appena 41 anni, è stato per sette il segretario particolare di Fidel Castro. Fu lui, nel 2001, ad afferrare il microfono quando Castro svenne, durante un discorso ufficiale. Il capo della diplomazia parlò alla folla per annunciare il «momentaneo malessere» del líder máximo e subito dopo gridò «Viva Raul! Viva Fidel!».
Ci sono poi personalità come Francisco Soberon, 62 anni, presidente della Banca Centrale e appena entrato nel Comitato centrale del Partito comunista cubano, e i rappresentanti delle forze armate, per primi Leopoldo Cintra Frias, 65 anni, e Alvaro Lopez Miera, 61 anni, indicati come i successori più probabili di Raul Castro al ministero della Difesa.