Aldo, Giovanni e Giacomo: tenera oasi nella volgarità

Riemersi da Anplagghed al cinema - spettacolo teatrale adattato al grande schermo senza vera necessità, salvo quella economica-, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano a un film vero e proprio. Si accontentano stavolta, giustamente, di una storia a episodi, che evita i loro tipici, formidabili buchi di sceneggiatura, quando opere ampiamente dignitose come le prime - specie Così è la vita - perdevano non la dignità, ma certo l'ampiezza della medesima per «disinvolture» che in montaggio si sarebbero evitate se la sceneggiatura fosse stata più attenta. Lo smalto degli inizi - Tre uomini e una gamba è del 1997 - ovviamente non c'è più: resta la professionalità degli interpreti e la devozione del pubblico che li ha amati in tv e che forse sarà disposto a seguirli al cinema anche stavolta. Ma le trovate di un sodalizio ventennale non sono inesauribili. Nel Cosmo sul comò le piccole vicende scorrono, ma il film non li allinea secondo una logica. Potrebbe avere tre episodi o cinque, anziché quattro e una sorta di prologo reiterato, e per lo spettatore - quello non-devoto, s'intende - non cambierebbe nulla, salvo la durata. Si comincia con la partenza per la vacanze per tre famiglie, che hanno modo di manifestare le note nevrosi urbane; si continua con una vicenda che ruota attorno a una chiesa, anzi al suo confessionale; e si termina con una difficile paternità. Non ci si annoia, ma nemmeno ci si diverte. Un' «aurea mediocritas». In quattro anni dal loro ultimo lavoro vero e proprio per il cinema, Tu la conosci Claudia?, il Trio non ha escogitato novità di rilievo. Nel Cosmo sul comò si punta poco sulla parodia di altri film, che era il loro forte; si continuano ad avere buone osservazioni sulle miserie della società, ma non se ne traggono le conseguenze fino in fondo. Abituato al tono mite della tv, che non consente una vera, sistematica cattiveria, il trio si ferma regolarmente ai limiti di quella che potrebbe essere la loro versione della commedia all'italiana. Peccato: si resta così nel déjà vu rispetto ai loro film. Ma, nel paragone coi italiani concorrenti, Il cosmo sul comò è un'oasi nella volgarità.