Ale il grande motivatore: «Più forti dell’anno scorso»

Iniziata alla grande la stagione, con lo straordinario gol segnato mercoledì sera all’Artmedia, Alessandro Del Piero veste i panni del Grande Motivatore e del Saggio per eccellenza. Lo fa alla vigilia del Trofeo Berlusconi - che la Juve non vince dal 2004 -, per dirsi soddisfatto di tutto e di tutti: «Quello contro l’Artmedia è stato uno dei più belli della mia carriera. Vogliamo portare a termine il percorso iniziato due anni fa, un cammino che si deve chiudere con l'accesso alla Champions League. Sto fisicamente benissimo e sono felice di questo momento strepitoso». Con tanti saluti a chi dubitava di poterlo vedere ancora a questi livelli a quasi 34 anni: «Mi fa piacere continuare a stupire. Arrivo da due e più anni fantastici: sono io a essere sorpreso da certi commenti. In ogni caso so dare il giusto peso alle cose e vado avanti: se ci sono difficoltà, le affronto per superarle». Sereno e tranquillo, con la carica in più garantitagli dal primogenito e dalla possibilità di continuare ad allenarsi con una metodologia personalizzata che non ha risentito dell’addio al preparatore dell'anno scorso: «Il mio staff è più o meno sempre lo stesso e funziona come una scuderia di Formula 1: ogni tanto si cambia meccanico, ma il team rimane lo stesso e i criteri di preparazione pure». Leggero e sgusciante: così è apparso contro gli slovacchi. Così vorrebbe essere la Juve che Ranieri sta plasmando: «Siamo più forti dell’anno scorso - confida -, anche se non voglio dare giudizi affrettati, ma non possiamo essere considerati solo come una squadra che due anni fa era in serie B. L'anno scorso eravamo una neopromossa solo sulla carta. Adesso puntiamo in alto, con calma, sapendo di essere di primo livello. Nell'ultimo mercato sono arrivati ottimi giocatori, il nostro potenziale è aumentato. Io non scendo in campo per fare bella figura con un terzo o un secondo posto, per me esiste il primo: sarà il campo a dire chi ha fatto meglio. Ronaldinho al Milan era nell'aria, l'Inter ha potenzialità economiche fuori mercato, la Roma ha speso poco e bene. In generale non è cambiato molto come politica delle società rispetto agli anni scorsi: credo comunque che il gap tra l'Inter e le altre squadre sia diminuito». E in Europa? «Per vincere, oltre al potenziale, servono spirito, voglia, dedizione al lavoro e fede nella vittoria. Ci sono dieci squadre che per qualità possono vincere: poi però subentra qualcos'altro».
Stasera Del Piero dovrebbe inizialmente fare coppia con Amauri per lasciare poi il posto a Trezeguet, Iaquinta affaticato potrebbe riposare. In mezzo al campo dovrebbe essere riproposta la coppia Sissoko-Poulsen, mentre un turno di riposo dovrebbe toccare a Camoranesi.