È «Alegrìa» il nuovo show del Cirque

Susanna Wong

da Milano

Si chiama Alegrìa, il nuovo spettacolo creato dal Cirque du Soleil, presentato ieri da David Zard, responsabile della distribuzione dello spettacolo in Italia. Non è la prima volta che la «fabbrica di sogni e illusioni» - creata dal canadese Guy Laliberté nel 1984 - propone il circo del terzo millennio al pubblico italiano. Il ricordo degli acrobati, clowns e contorsionisti di Saltimbanco, lo show dal gusto tecnologico presentato nell'aprile dell'anno scorso, è ancora vivido nella mente dei fortunati che sono riusciti a vederlo. Alegrìa - già applaudito da 8 milioni di persone in 50 città del mondo e che ha scelto l'Italia come prima tappa per il suo tour europeo - conta sullo stesso team creativo del fratello maggiore: Franco Dragone (regista), Gilles Ste-Croix (direttore creativo), Michel Crete (scenografo), Debra Brown (coreografa), Guy Desrochers (sound design), Luc Lafortune (lighting design), e René Dupéré (compositore); nonché sulla presenza di un cast internazionale di 56 artisti di strada provenienti da 14 paesi di età compresa tra i 10 e 64 anni.
La formula è la stessa: un viaggio fantastico che mira a provocare l'immaginazione dello spettatore: «Ognuno ha il diritto di avere la fantasia libera, ha il diritto di interpretare. Vogliamo la libera interpretazione della luce» dice David Zard, interpretando liberamente le intenzioni del Cirque du soleil che non è soltanto un circo ma una multinazionale con uffici a Las Vegas, Amsterdam e Singapore e che riesce a tenere testa ad altre fabbriche dei sogni come la Disney e Mirage con i suoi tremila dipendenti e 17 milioni di biglietti venduti in più di 120 città del mondo, la propria linea di abbigliamento, di cd e video. «Il circo è qualcosa di universale più che nazionalistico» è il motto del suo creatore. Questo esclude in partenza interpretazioni politiche dei suoi spettacoli. La loro utopia è quella di modificare il mondo con la creatività. Tout court. Alegrìa, il loro ultimo nato, attinge al barocco del XVII secolo reinterpretandolo con gli occhi di chi in strada ci sta, la conosce e non solo se la immagina. È questa la vera rivoluzione. Una rivoluzione che durerà tre settimane dal 23 febbraio nell'Area forum di Assago e a Roma dal 27 aprile in via Cristoforo Colombo.
Le Cirque du soleil e Alegrìa forse non riusciranno a cambiare il mondo, ma il circo come l'abbiamo sempre immaginato, forse sì.