Alemanno alle Fosse Ardeatine: "Una ferita"

Il nuovo sindaco di Roma visita la Piramide Cestia e le Fosse Ardeatine: "Mai più la città dovrà subire queste aggressioni". Quindi parla di Resistenza: "Sono valori che non si discutono, valori di libertà e democrazia". Poi alla Sinagoga: "Rifiutare razzismo e antisemitismo"

Roma - "Mai più Roma dovrà subire queste aggressioni. In ricordo di tutti i martiri". Firmato Gianni Alemanno. È il messaggio lasciato dal nuovo sindaco della Capitale sul registro che raccoglie le firme di tutti coloro che visitano il mausoleo delle Fosse Ardeatine dove persero la vita 335 civili uccisi come rappresaglia dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. "Le Fosse Ardeatine - ha continuato il neo sindaco - sono veramente una ferita nel cuore di Roma che richiama una memoria molto forte di che cosa accade quando in una città si perde la libertà e la possibilità di autogoverno. È la terza o quarta volta che vengo qui ma per me quella di oggi è una visita molto impegnativa perché porto la fascia tricolore che rappresenta tutta la città. È un impegno ulteriore e più profondo perché tutto questo non venga dimenticato". Durante la visita al mausoleo il sindaco è stato accompagnato da Rosetta Stame, presidente dell’Anfim, sssociazione nazionale familiari martiri Fosse Ardeatine, che ha invitato Alemanno "a prendere un impegno affinché anche altri due luoghi simbolo di Roma e della resistenza al nazifascismo, La Storta e Forte Bravetta siano ricordati adeguatamente".

Resistenza Il neo sindaco di Roma aveva deposto prima una corona d'alloro sulla Lapide commemorativa alle mura aureliane alla Piramide Cestia, come omaggio ai caduti per la libertà. Si tratta di una cerimonia istituzionale di insediamento del primo cittadino. Dopo aver deposto la corona, Alemanno si è fermato con i cronisti a parlare dei valori della Restistenza: "Sono valori che non si discutono, valori di libertà e democrazia contro gli occupanti" ha esordito. Sulla Resistenza "non c’è nessuna polemica, ma rispetto il radicamento", ha poi aggiunto spiegando invece che "c’è una componente di odio e di guerra civile su cui noi siamo chiamati a opera di verità condannando gli abusi che furono fatti da più parti affinché da quella guerra civile non rimangano strascichi di odio". Quanto al revisionismo storico, Alemanno ha ribadito che "qualsiasi opera di chiarimento storiografico e di ricucitura non mette in discussione i valori della Resistenza che sono fondativi della nostra Costituzione". Una giornata, quella odierna, per il sindaco di Roma tutta dedicata alla memoria. Dopo aver deposto una corona all’Altare della Patria e alla Piramide Cestia e la visita alle Fosse Ardeatine si recherà alla Sinagoga. "Credo - ha concluso - che ciò che ho detto sia condiviso da tutta An. Nella destra italiana non esiste spazio per la difesa del totalitarismo".

Alla Sinagoga "Per me è molto importante che noi riconosciamo alla comunità ebraica il ruolo di coscienza di Roma, di memoria dei momenti terribili di questa città" ha detto Alemanno affiancato dal presidente della comunità ebraica, Riccarco Pacifici, e dal neodeputato nelle liste del Pdl, Alessandro Ruben. Dopo aver deposto una corona di fronte al memoriale della deportazione degli ebrei romani nei campi di concentramento e aver fatto tappa di fronte a una targa che ricorda un bambino ebreo ucciso nell’82 da un commando arabo, Alemanno ha spiegato che il tempio maggiore di Roma e la comunità che lo frequenta sono "il monito a rifiutare ogni forma di razzismo, di antisemitismo, di intolleranza e di violenza. Questo monito e questa memoria saranno sempre vivi anche durante la mia amministrazione".