Alemanno «Anni di piombo, verità sui 19 morti senza colpevole»

Diciannove delitti senza verità. È la pesante eredità che gli anni di piombo hanno lasciato a Roma. Un’eredità che ora il sindaco Gianni Alemanno chiede di superare, con l’accertamento della verità.
Il primo cittadino, attraverso il ministro della Giustizia Angelino Alfano, chiederà alla Procura di Roma di creare un pool di magistrati per indagini specifiche. Si tratta di 11 vittime militanti di destra, 6 di sinistra e due morti per scambi di persona. Tra le vittime di destra Mario Zicchieri, militante Msi ucciso il 29 ottobre 1975 dalle Brigate rosse, Luciano Mancia, attivista Msi ucciso il 12 marzo 1980 dai Compagni organizzati in volante rossa e Francesco Cecchi, militante nel Fronte della Gioventù, morto il 16 giugno 1979 dopo essere stato in coma per 19 giorni perché ferito da tre uomini. Oltre a Stefano e Virgilio Mattei, i figli del segretario della sezione Msi di Primavalle morti nell’incendio della loro abitazione il 16 aprile 1973.
Tra le vittime di sinistra i casi più noti sono quelli di Walter Rossi, militante di Lotta Continua ucciso da un proiettile alla nuca il 30 settembre 1977, Giorgiana Masi, studentessa uccisa il 12 maggio 1977 mentre partecipava a una manifestazione di radicali e Auro Bruni, ucciso al centro sociale Circuito il 19 maggio 1991. Per scambio di persona sono morti Luigi Allegretti, cuoco, il 10 marzo 1979 al posto del missino Gianfranco Rosci, e Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero, ucciso dai Nar che pensavano di aver colpito Michele Concina dello stesso quotidiano.