Alemanno: "Chi mi critica faccia anche proposte"

Il sindaco: "Ho solo sottolineato l'impossibilità di controllare le zone sperdute della città e tre milioni di metri quadrati di aree rurali". "Abbiamo già dispiegato mille militari ma sono al via accordi con polizie private e associazioni di cittadini"

In cuore, spirito e membra (un po' debilitate dall'influenza) era a Rimini. Ma con la testa il sindaco Gianni Alemanno era nella sua Roma. E precisamente all'ospedale San Camillo, dove sono ricoverati i due turisti olandesi aggrediti da due pastori romeni nella periferia della capitale, a Ponte Galeria. Quei turisti che il primo inquilino del Campidoglio aveva rimproverato per «l'imprudenza» di un campeggio abusivo in una zona troppo isolata. Parole che gli hanno scatenato contro tutto il mondo politico.

Sindaco Alemanno, come definisce le sue parole? Una gaffe da giustificare e non ripetere?
«Macché gaffe, non diciamo sciocchezze. Non ho nulla di cui».

Eppure la attaccano da ogni parte.
«È un travisamento clamoroso delle mie parole. Polemiche di bassissimo livello, e non solo da una parte».

Cioè?
«Cioè dispiace che anche dal centrodestra siano arrivate critiche che non tengono conto dei fatti reali».

Gli avversari le attribuiscono l'uso di due differenti pesi tra il caso Reggiani con cui Veltroni fece i conti alla fine del suo mandato e quest'ultimo fatto.
«I due episodi non sono paragonabili. Come non si possono tirare in ballo il caso di Moriccioli (assassinato sulla pista ciclabile a Tor di Valle, presso il ponte della Magliana, ndr) o quello della studentessa del Lesotho (stuprata e accoltellata nella stazione della Storta, ndr): sono episodi accaduti in città. Qui si parla di una zona rurale».

Perciò ha dato loro degli imprudenti?

«Ho solo posto l'accento sull'impossibilità di controllare ogni angolo sperduto del territorio».

Appunto. Definire una zona della sua città «un posto dimenticato da Dio e dagli uomini» è stato letto come un'ammissione di colpa. Dimenticato anche dalla sua amministrazione?
«Guardi, lo ha detto anche il questore di Roma. Ci sono 3 milioni di metri quadrati di terreno agricolo. Il controllo capillare è impossibile». Dicono che lei spartisca la responsabilità della violenza tra aggressori e vittime. «Mai fatto un ragionamento simile. I responsabili sono solo i due pastori romeni, per cui mi aspetto una dura condanna e per cui leggo sia già pronto un decreto di espulsione. Ai coniugi olandesi ribadisco tutta la mia solidarietà».

Andrà a trovarli?

«Sicuramente. Ho già espresso questo mio desiderio all'ambasciatore olandese, che per altro ha compreso in pieno la situazione. Spero di riuscire a far loro visita già domani (oggi, ndr). E il Comune si farà carico sia delle spese mediche, sia del loro rientro in Olanda».

Non basterà a far tacere l'opposizione...
«Guardi, sono gli ultimi a poter parlare. Dicono che ci vuole più sicurezza, poi che ce ne vuole meno. Da loro incontro solo resistenze su questi temi».

Eppure il Patto per la sicurezza di Roma ha avuto il beneplacito anche del presidente della Provincia Zingaretti e di quello della Regione Marrazzo, entrambi del Pd.
«Appunto. Eppure in consiglio comunale il centrosinistra sa fare solo ostruzionismo. Aspettiamo le loro proposte, non solo le accuse».

Le rinfresco la memoria: le ultime riguardano il censimento dei clandestini e i soldati in città.
«Da un lato ci danno degli xenofobi, dall'altro denunciano la militarizzazione. E poi se ne escono dicendo che non facciamo abbastanza per la sicurezza. Ma per favore».

Si aspetta maggior collaborazione dopo il j'accuse?
«Mi aspetterei più che altro maggior chiarezza».

In quattro mesi far diventare Roma una grande Ginevra è impossibile. Eppure qualcosa l'avete fatta. Anche il ministro dell'Interno Maroni dice che nella capitale la situazione è migliore rispetto a sei mesi fa. Che provvedimenti avete preso?
«Abbiamo dispiegato mille militari per - appunto - un controllo più efficace del territorio. A settembre entreranno in vigore le nuove norme sull'armamento dei vigili urbani, abbiamo firmato il protocollo d'intesa con le polizie private e con le associazioni dei cittadini ed è ormai pronta la Sala controllo, dove verranno convogliate tutte le immagini delle telecamere di sorveglianza. E ci affideremo a un uomo come il generale Mario Mori come capo dell'ufficio sicurezza del Comune».

Dunque il Riformista ha torto: qualcosa di destra la sta facendo...

«Queste sono cose per Roma, non di destra».