Alemanno dà l’esempio e fa il test antidroga

Con i tempi che corrono il test antidroga andrebbe effettuato anche tra i consiglieri comunali. Ne è convinto il sindaco Alemanno per il quale questo tipo di controllo per tutti coloro che hanno incarichi istituzionali dovrebbe diventare prassi consolidata. Tanto convinto che questa mattina il sindaco si sottoporrà lui stesso al narcotest. Appuntamento alle 11,30 presso l’Istituto di Medicina Sportiva dell’Acqua Acetosa in via Gabrielli 1. Da parta sua il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici annuncia: «Se il voto del consiglio comunale delibererà l’invito a effettuare il narcotest metterò a disposizione, entro 48 ore dal voto, un presidio sanitario presso l’aula Giulio Cesare o l’infermeria dell’Ipa in grado di sottoporre al prelievo capillare o al test della saliva, volti ad accertare l’uso di sostanze stupefacenti. Mi sottoporrò personalmente all’esame».
Ma torniamo ad Alemanno, secondo il quale «questa analisi bisognerebbe introdurla anche tra i ministri, tra i parlamentari, alla Regione, alla Provincia, per dare maggiori garanzie ai cittadini». Alemanno pensa a un test volontario «con un certo carattere di obbligatorietà, perché è inutile nascondersi dietro a un dito». Invito raccolto da Rossin che annuncia di voler presentare subito una mozione: «È importante - afferma il capogruppo del Pdl in consiglio comunale - dare un segnale di trasparenza in questo senso. Mi farò carico di presentare una mozione in Consiglio comunale con la quale chiederò di introdurre questo esame, al quale i singoli rappresentanti istituzionali decideranno autonomamente di sottoporsi. Un dovere morale che chi rappresenta i cittadini dovrebbe assumersi spontaneamente».
Ma per Fabio Desideri, consigliere regionale del Pdl, il test andrebbe fatto subito, prima delle regionali. «È bene programmare il test antidroga in Giunta e in Consiglio prima delle elezioni di marzo - afferma -. Poi, dalla prossima legislatura, i controlli dovranno diventare un appuntamento fisso per i politici regionali. Un uomo politico, soprattutto chi amministra circa 30mila miliardi di euro l’anno come accade alla Regione Lazio, deve dimostrarsi trasparente, integro, lucido, non ricattabile». Chiude il capogruppo comunale de La Destra Storace mette sull’avviso: «Lo si faccia per davvero. Spero che non sia la solita boutade».