Alemanno dice no a rimpatri per etnia «Ma siamo invasi Intervenga l’Ue»

RomaSe sui rom la Francia usa il pugno di ferro da noi c’è ancora timore di misure politicamente scorrette. A Roma, dopo un semestre piuttosto tranquillo, torna d’attualità il primato di reati commessi dai rom. Prostituzione e furti è affar loro, con i romeni soli al comando. Per il sindaco Alemanno e il delegato alla sicurezza Ciardi si prospetta un autunno in trincea. «Non si possono eseguire rimpatri solo su base etnica - sostiene il primo cittadino commentando la politica francese sui rimpatri -. Però servirebbero regole europee perché quando il numero di nomadi supera un certo livello dentro una città (e Roma scoppia) questo livello viene mantenuto generalmente con attività illegali».
Alemanno ricorda che a Roma è stato predisposto un piano nomadi con campi attrezzati per coloro che sono in regola e contemporaneamente l’espulsione di coloro che hanno precedenti gravi. Un piano di difficile applicazione. «Credo che l’Europa debba darci un regolamento per evitare flussi di nomadismo incontrollati - continua Alemanno - per fare in modo che le popolazioni nomadi possano essere integrate in termini equilibrati in ogni paese europeo evitando che paradossalmente siano svantaggiati i paesi che applicano politiche più virtuose, ma soprattutto perché non ci siano flussi eccessivi su una città (Roma)». Sollecitato, infine, a ricordare la proposta lanciata durante una missione in Romania che prevede un rimpatrio retribuito per chi vuole lavorare nel proprio paese d’origine, Alemanno ricorda: «Non è solo per i romeni, ma per tutti coloro che si trovano in una condizione di immigrazione in Italia ma non hanno lavoro. Costa meno». Sicuro?