Da Alemanno a Gasparri, le diverse sensibilità

Roma - Alleanza nazionale si scioglie, nascerà il Pdl, Gianfranco Fini chiude il suo discorso d'archiviazione della marcia durata 14 anni e guarda avanti al nuovo soggetto politico, lanciando messaggi precisi ai suoi e a berlusconi (il simbolo resterà patrimonio di una fondazione) ma gli interventi che si sono succeduti suk palco indicano quali sono le "diverse sensibilità" dei vari "colonnelli" sul ruolo che la destra dovrà giocare nel Pdl. Fini ha sottolineato che ora dovranno sentirsi come tutti "in discussione", e devono accettare "obtorto collo" la linea sempre più distante dalla tradizione della destra italiana.

"Ha spostato vent'anni avanti il traguardo del Pdl", dice Italo Bocchino. Altero Matteoli, fino a pochi giorni fa uno dei finiani di più stretta osservanza, scommette sul Pdl senza riserve: "Non sarà una monarchia. I partiti senza dibattito non hanno futuro, perché chi sa solo applaudire il capo non ha futuro. Monarchi nel nostro partito non ce ne sono mai stati e con An dentro il Pdl questo problema non si corre".

La pensa diversamente Gianni Alemanno, il sindaco di Roma invita al realismo e sottolinea che si sbaglierebbe ad accogliere la nascita del nuovo partito "con facili entusiasmi". Non si tratta di indulgere alla "nostalgia", spiega Alemanno. Ma deve essere chiaro che il Popolo della libertà, per risultare vincente, non potrà annacquare le ragioni e le identità della destra. "C'é il problema della competizione con la Lega. Ora, se nel nuovo partito avranno dignità solo i valori del centro e non quelli della destra, rischieremo di consegnare moltissimi voti alla Lega, e non solo al Nord". Alemanno, usa una metafora tratta dalla montagna: "Dovremo camminare in cresta, tra due abissi contrastanti: da una parte c'e il rischio dell'estremismo e della xenofobia, dall'altro quello di farsi condizionare dai salotti buoni e dalle elite dominanti".

Maurizio Gasparri, invece, non ha dubbi: "La destra non chiude, i suoi valori, le sue idee, aprono anzi nuove ali. Ha vinto il nostro progetto, entraimo nel Pdl da protagonisti. Oggi il Pdl è un partito con una leadership ben chiara", sottolinea. E il futuro di Fini? "Chiederselo è una domanda cretina", taglia corto.