Alemanno «Via i rom che non vogliono integrarsi»

«Ci impegneremo a levare la gente dalle baracche. E a rispedire a casa quelli che non possono stare in Italia perché delinquono o non hanno un lavoro». Ne ha parlato ieri il sindaco Gianni Alemanno, intervenendo alla trasmissione di Rai Uno La vita in diretta. Sul tappeto la questione dei rom e della sicurezza che nella capitale è diventata la priorità. Il sindaco ha ricordato che assieme al prefetto Pecoraro (commissario per il governo dell’emergenza rom), si sta cercando di ridefinire le aree per nuovi campi attentamente controllati sia sul versante della legalità sia su quello della solidarietà, «dove non ci siano abbandono e degrado».
«Stiamo cercando di realizzare un nuovo piano per i campi nomadi - esordisce Alemanno -. Per farne pochi, lontani dal grande raccordo anulare, fortemente controllati e con percorsi di integrazione». Secondo il sindaco a fianco di questi nuovi campi bisogna prevedere «altri luoghi di ricovero per fare in modo che nessuno sia costretto a vivere in una baracca. E tutti quelli che non sono in regola dovranno essere espulsi». L’obiettivo prioritario è la lotta al degrado: «Chi vive nel degrado - aggiunge il primo cittadino, citando i recenti fatti di cronaca - può essere vittima o responsabile di violenze: dobbiamo combatterlo in tutti i modi. Nelle periferie delle città ci sono dei “non-luoghi” in cui accade veramente di tutto. Dobbiamo far sì che non ci siano persone accampate, persone allo sbando, senza un lavoro e una residenza legali. L’obiettivo è porre tutti quelli che stanno a Roma di fronte ad un’alternativa chiara: o stanno nelle regole, oppure se ne devono andare. È questa la sfida vera».
«È stato firmato un patto con cui ci siamo impegnati a dare luce e acqua adesso al Casilino 900 - continua Alemanno - per avere da loro una collaborazione per spostare il campo in una zona che sia costruita in maniera accettabile. Ma per rimettere Roma sulla strada giusta ci vuole un grande sforzo partecipato e prolungato nel tempo». Il sindaco ha, infine, rilanciato l’idea di iniziative di sensibilizzazione per la sicurezza: «Dobbiamo lanciare delle campagne, soprattutto tra i giovani, per distinguere la cultura del semplice divertimento da quella dello sballo e respingere la logica del piacere facile che spesso si connette con la violenza».