Alemanno messaggero di pace: «Ara Pacis laboratorio del dialogo»

IDEE «Il 21 aprile 2010 nella teca di Meier vertice con Shimon Peres e Abu Mazen» E poi un gemellaggio con Gerico e una nuova sede dell’ambasciata dell’Anp

L’Ara Pacis fulcro permanente del processo di pace in Medio Oriente. L’idea è stata lanciata ieri dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, in questi giorni in visita in Medio Oriente. Incontrando il presidente israeliano Shimon Peres a Gerusalemme, Alemanno ha proposto che il 21 aprile 2010, Natale di Roma, si svolga nella teca di Richard Meier un confronto culturale tra i capi di Stato e i vertici delle tre religione monoteistiche. Il tutto sotto l’egida di una fondazione, che dovrebbe favorire il dialogo tra tutte le parti che potrebbero avere un ruolo determinante nella questione israeliano-palestinese. Tra gli altri quel giorno sul lungotevere dovrebbero esserci lo stesso Peres, e il capo dell’autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Al quale lo stesso Peres ha inviato un messaggio affidandolo proprio ad Alemanno. «Peres - ha detto il sindaco di Roma - mi ha chiesto di dire ad Abu Mazen che la situazione in Medio Oriente non è cosi brutta come sembra».
La proposta di Alemanno è subito rimbalzata a Roma, ricevendo consensi anche a sinistra. Di «idea condivisibile» parla il capogruppo Pd in Campidoglio Umberto Marroni. L’Ara Pacis, spiega Marroni, è un «luogo altamente simbolico e richiama alla pax augustea. Roma, come è già successo, può svolgere un innegabile ruolo di apertura e dialogo tra i popoli del mediterraneo». Marroni naturalmente non si lascia sfuggire l’occasione di sottolineare un altro aspetto della questione: «L’iniziativa ci vede ancor più concordi - dice Marroni - perché il sindaco è finalmente passato dagli intenti demolitori della teca di Richard Meier a quelli riconciliatori e funzionali del dialogo fra i popoli».
Ma torniamo in Terra Santa. Dove Alemanno ieri ha spiegato allo stesso Peres il senso della sua missione in Israele, soffermandosi sulla intitolazione di piazza Roma, a Gerusalemme, ma anche sulla collaborazione tra il Museo della Shoah di Roma e lo Yad Vashem. Peres ha poi sottolineato l’importanza del centro di restauro Urbis Romae, che è in costruzione grazie ai 300mila euro donati da Roma (e ottenuti con il premio Dan David). «Il presidente israeliano - ha detto Alemanno - ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa di carattere archeologico. In Israele, tra l’altro, c’è un eccezionale patrimonio archeologico romano e sul fronte della conservazione c’è molto da fare».
Il viaggio in Terra Santa di Alemanno, che ieri è subito accorso a Sderot, dove era appena stato lanciato un razzo su un palazzo, fortunatamente senza provicare vittime, si sta rivelando una bella semina, di quelle che fanno sperare in un grande raccolto. Un’altra idea è quella di un gemellaggio tra Roma e Gerico, in occasione dei 10mila anni dalla nascita della città cisgiordana, nel 2010. La proposta è stata presentata al sindaco dai rappresentanti del consolato italiano di Gerusalemme, ufficio per la cooperazione. Tra i vantaggi ipotizzati, la realizzazione di progetti agricoli sperimentali, la sinergia nella gestione dei parchi archeologico (a Gerico sta per sorgerne uno) e il rafforzamento della collaborazione tra gli ospedali romani e quelli nei Territori palestinesi, dove il Bambino Gesù ha già promosso alcuni interventi umanitari. Infine la notizia che la Palestina avrà una nuova ambasciata a Roma. Sarà la palazzina in via Baccelli già sede della cosiddetta commissione Marzano per il futuro di Roma Capitale. Erano circa 10 anni che la rappresentanza a Roma dell’Anp non aveva una sede permanente: ora si trova in un appartamento al primo piano nel quartiere San Giovanni.