Alemanno o Baccini, è sfida tra ministri Giovedì la decisione

Dopo l’Udc arriva il nome di An Fi: serve una scelta condivisa da tutti

Com’era prevedibile, il sasso gettato dall’Udc ha agitato lo stagno della Casa delle Libertà. E così a ventiquattr’ore dalla sua candidatura a sindaco di Roma, al ministro per la Funzione pubblica Mario Baccini si affianca il collega delle Politiche agricole Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale. Senza dimenticare il nome forte della Dc, Mauro Cutrufo. E Forza Italia? Per il momento non fa nomi ma punta tutto sul ruolo di collante della coalizione e a una lista di peso.
Insomma, una poltrona (o meglio, una speranza di poltrona) per tre. La decisione probabilmente è vicina, vicinissima. L’anti-Veltroni ufficiale e comune sarà scelto giovedì, quando, in stretto raccordo con i vertici nazionali, i coordinatori locali si riuniranno per dare un nome e un volto allo sfidante di Veltroni. Sfidante che ha già un identikit: cattolico, profondo conoscitore della capitale, con una notorietà nazionale e moderato. E sul fatto che Alemanno rientri in quest’ultima categoria qualcuno avanza dei dubbi. «Ma per noi - protesta il coordinatore regionale di An Francesco Aracri - Alemanno è l’uomo giusto perché risponde al profilo disegnato da tutta la coalizione: è stato un bravo ministro, è ben visto dal mondo ecclesiale, non è conosciuto come un noto talebano e quindi ci può anche far sfondare al centro e inoltre compatta tutto il nostro partito». Di diverso avviso il capo della segreteria Udc e coordinatore regionale Armando Dionisi per il quale «sfidare Veltroni da destra sarebbe una follia» e quindi Baccini è «l’unica proposta in grado di sfidare Veltroni in una partita che si gioca tutta sul recupero del voto dei moderati».
E Forza Italia? Riunisce i vertici locali e mette a punto la strategia per una vittoria di coalizione ma anche di partito. L’obiettivo è quanto meno eguagliare il massimo storico del 2001. Il modo per raggiungerlo, sono convinti i leader laziali, è duplice: l’unità di coalizione e una lista vincente, che richiami alla battaglia romana parlamentari e personaggi della società civile.
Nell’attesa della quadratura del cerchio, i due ministri-candidati «in pectore» fanno sentire la loro voce. «Baccini - afferma Alemanno senza scoprire le sue intenzioni- è un grande amico e una persona validissima, per cui ho il massimo rispetto. Però deve subentrare una scelta da parte di tutti i partiti della maggioranza e, in particolare, di An che a Roma è il partito più grande del centrodestra». Baccini dà la sua ricetta: «La mia candidatura è stata offerta a tutti i partiti della Casa delle Libertà con una premessa: andare oltre la Cdl, perché Veltroni si può battere costruendo un progetto politico e culturale alternativo».