Alemanno: «Ora serve un cambio di passo»

L’autunno porterà aria nuova in Campidoglio. Almeno questa è la promessa del sindaco, Gianni Alemanno, e della maggioranza che lo sostiene in consiglio comunale. Le difficoltà di comunicazione tra giunta e gruppo consiliare del Pdl, le assenze che hanno fatto mancare negli ultimi giorni il numero legale in un paio di occasioni non sono segnali di un malessere, ma solo gli inevitabili effetti di un «rodaggio», assicurano il primo cittadino e i consiglieri del centrodestra, riuniti ieri in un vertice in via delle Vergini. Che ha confermato «l’assoluta compattezza e l’assoluta condivisione degli obiettivi», ha sintetizzato Alemanno al termine del faccia a faccia, ribadendo il proprio «grande impegno a sviluppare la partecipazione per tutto il consiglio e in particolare per la maggioranza che mi sostiene». E la strada di una più stretta interazione tra il Pdl capitolino e l’amministrazione passerà per un appuntamento in calendario il 25 e 26 ottobre. Una due giorni programmatica alla quale prenderanno parte, oltre al primo cittadino, consiglieri del Pdl e assessori comunali.
Ma la prima scadenza è anche più ravvicinata, come ha spiegato ieri il sindaco, indicando come punto di svolta l’uscita dal commissariamento post-deficit. «Abbiamo deciso di utilizzare la settimana prossima per un cambio di passo profondo - ha detto Alemanno - perché saranno presentati il piano di rientro e sviluppo. Ci sono dei consigli molto importanti e quindi, in queste occasioni, noi al termine della gestione commissariale, del mio doppio ruolo, creeremo una collaborazione più profonda tra gruppo Pdl e giunta».
Insomma, scoppia la pace. Anzi, a sentire sindaco e consiglieri non c’è mai stata nemmeno l’ombra di un contrasto. Le assenze in aula? «Quasi tutti avevano motivi molto buoni per non essere presenti», taglia corto Alemanno: «Tutti hanno smentito ci fosse una valenza politica, anche perché il numero legale non è un elemento negoziabile: non si può utilizzare la presenza in aula per dare segnali politici». E quanto alla richiesta di un maggiore coinvolgimenti del gruppo consiliare nell’amministrazione cittadina?, nessun problema. «C’è una conferma forte dei ruoli che abbiamo eletto, il capogruppo e il presidente del consiglio comunale - spiega il sindaco - che hanno la responsabilità di far sì che questa spinta verso la partecipazione venga realizzata». «Non c’era un clima da resa dei conti, ma da squadra che cerca l’amalgama», sintetizza Federico Mollicone, presidente della commissione cultura. E il capogruppo Dario Rossin spiega di aver rappresentato «desiderata e istanze dei consiglieri, maggiore comunicazione e partecipazione attiva all’amministrazione della cosa pubblica». D’altra parte, «per noi che fino a oggi non abbiamo mai amministrato Roma - chiosa Samuele Piccolo - era normale una fase di rodaggio».