Alemanno parte in quarta: «Via la teca dell’Ara Pacis»

L’insediamento del nuovo sindaco di Roma. «Un piano per la sicurezza e più poteri ai vigili»

da Roma

Inizia con un elettrochoc: «La Teca di Meier è un intervento da rimuovere. Non è ovviamente la prima priorità. Ci impegniamo a rivedere gli interventi fatti nel centro storico, ma le prime emergenze sono altre». Il primo giorno da sindaco di Gianni Alemanno è anche quello delle dimissioni da Montecitorio: «Non ho voluto mancare alla seduta che oggi ha eletto il presidente Gianfranco Fini. Sono stato insediato oggi in Campidoglio e ora presenterò le mie dimissioni alla Camera». Spiega, dai microfoni di Porta a porta: «Per noi è una giornata storica e il compimento del percorso della destra italiana che l’ha portata nelle istituzioni. Io e Fini siamo uomini di parte, ma dal momento che rappresentiamo tutti gli italiani, nel mio caso tutti i romani, sappiamo di dover agire di conseguenza».
Certo, nell’agenda del nuovi inquilino del Campidoglio ci sono anche molte emergenze. La prima è di cassa: «Nell’ultima fase si sono accumulati dei disavanzi di cassa abbastanza forti perché Padoa-Schioppa non ha firmato alcuni provvedimenti: abbiamo un disavanzo di circa due miliardi di euro».
Poi quella ambientale: «La settimana prossima - annuncia - vedrò Marrazzo perché sono preoccupato per la situazione dei rifiuti. Credo che il tema della raccolta differenziata - ha aggiunto - sia la grande sfida del futuro. Come amministrazione daremo l’esempio che ci auguriamo venga seguito dai cittadini. A tal proposito - ha concluso - rilanceremo il coinvolgimento dei cittadini e punteremo sulla raccolta porta a porta». Ma poi dice anche di voler esportare alcune delle idee che ha per la capitale: «Serve una legge nazionale perché la polizia municipale funziona a mezzo servizio. Senza fare un discorso di sceriffi - osserva - bisogna avere una polizia municipale che si possa difendere da sola e non solo scortata da altre polizie». Ed ovviamente c’è stato l’ingresso nel meraviglioso ufficio del Campidoglio, accompagnato dalla moglie e dal figlio Manfredi.
«Mi sono affacciato al balcone, di cui tanto parlava Walter Veltroni e, permettetemi un attimo di orgoglio romano, davvero si ha la sensazione di essere al centro del mondo». Poi il suo cavallo di battaglia, quello della sicurezza: «Sgombreremo i campi nomadi abusivi e sposteremo dal centro città quelli regolari», ha detto nella sua prima conferenza stampa in Protomoteca. Alemanno ha poi ribadito che saranno allontanati «tutti coloro che hanno commesso reati o sono stati denunciati. Tutto questo con lo scopo di recuperare un ritardo di 15 anni durante i quali c’è stato lassismo nei confronti di chi ha commesso delitti». Quanto alla proposta di un commissario straordinario alla sicurezza: «Non appena si insedierà ci metteremo al lavoro con il ministro degli Interni per il patto per la Sicurezza su Roma. Per attuarlo credo che sia necessaria la nomina di un commissario straordinario».
Infine il nodo della programmazione architettonica e urbanistica: «Il piano regolatore di Roma non è da cancellare ma non è neanche fisso e immutabile», ha detto il neosindaco. E ha aggiunto: «Sul piano regolatore istituiremo due tavoli insieme alle categorie interessate, ovvero costruttori e inquilini. Il primo tavolo riguarderà l’applicazione del Prg, il secondo consisterà nel monitoraggio per rivederne alcune parti».