Alemanno: "Pd sotto il 50%. Posso conquistare Roma"

L’alfiere del Pdl alla scalata del Comune: "Veltroni ci lascia una città allo sbando". Ma promette: "Per la prima volta possiamo farcela. Battere la sinistra è un'occasione storica"

Roma - Onorevole Alemanno, come nasce la sua candidatura a sindaco di Roma?
«Da un fatto nuovo e reale: abbiamo scoperto che Rutelli non è imbattibile, tutti i sondaggi lo danno sotto il 50%. Questo significa che la partita è aperta e per la prima volta si può fare una battaglia seria per togliere questa città al centrosinistra. Siamo di fronte a un’occasione storica».

Come è avvenuta la scelta tra lei, Maurizio Gasparri e Giorgia Meloni?
«Guardando i sondaggi io, Gasparri e la Meloni eravamo più o meno sullo stesso livello. Solo che io vengo da un’esperienza di consigliere comunale quindi mi è stato detto che toccava a me. Non c’è stato nessun derby e nessuna spaccatura, glielo assicuro».

Partire per quest’avventura dopo aver capitanato l’opposizione in consiglio comunale può rappresentare un vantaggio?
«Certamente, io ho fatto campagna elettorale nel momento più duro, quello della massima popolarità di Veltroni. Poi è iniziata la via crucis per la città, con le persone uccise in periferia, l’allarme sicurezza, l’allarme nomadi, i primi segnali di crisi economica e la preoccupazione crescente dei ceti imprenditoriali. Ho visto, in questo periodo difficile, l’amministrazione comunale negare l’evidenza, quindi noi oggi abbiamo le idee chiare e conosciamo il malessere che vive questa città».

Si aspetta un sostegno forte dai leader nazionali del Pdl?
«Certo e sono sicuro che ci sarà, tanto che sarà firmato un Patto per Roma con Berlusconi e Fini. Peraltro io credo che l’election day possa giocare un ruolo positivo per noi».

Avete già pronto il programma?
«Sarà breve e composto di pochi punti e il primo tema sarà quello della sicurezza. Garante su questo fronte sarà Roberta Muriccioli, figlia del ciclista ucciso sulla pista ciclabile, e candidata per il consiglio provinciale a Roma».

L’elettorato cattolico su chi pensa che orienterà i propri voti?
«Noi, come centrodestra, certo non abbiamo il problema di nascondere i registri delle coppie di fatto nei municipi. La nostra affidabilità per la tutela di certi valori è limpida e nota».

Come si fa a rilanciare Roma?
«Il rilancio di Roma deve fondarsi su tre pilastri. Sulla capacità di fare marketing territoriale, attirando investimenti internazionali. Sul cambiamento dei rapporti istituzionali con una legge vera per Roma capitale. E su un rapporto forte con il mondo cattolico e con le varie identità che esistono in questa città in modo da creare un modello di welfare basato sulla mobilitazione e sulla solidarietà spontanea».

Le dispiace che il centrodestra si presenti a questo appuntamento diviso con un candidato della Destra e uno dell’Udc?
«Da una parte c’è delusione perché ho cercato di far maturare un candidato comune ed ero disposto a fare un passo indietro per consentire una convergenza di tutti su un nome. Ma forse è inevitabile che le scelte nazionali si riflettano su Roma. Guardando la situazione da un altro punto di vista avere più candidati può aumentare la possibilità di arrivare al ballottaggio. Lì mi auguro che nessuno si sottragga al dovere dell’unità».

Ma se al primo turno dovesse vincere Storace lei lo appoggerebbe al ballottaggio?
«Appoggerei qualunque candidatura alternativa alla sinistra. Non mi interessano le polemiche, mi interessa solo battere Rutelli».

Quale campagna elettorale farà per fronteggiare l’ex ministro dei Beni culturali?
«Innanzitutto sarà una campagna all’insegna del rispetto. Ma in ogni caso sarà inevitabile richiamarlo ai risultati di questi quindici anni di governo delle sinistre. Lo metteremo di fronte a un bilancio evidentemente fallimentare».

Ci saranno confronti elettorali in televisione?
«Spero di sì. Nel 2006 Veltroni si sottrasse al confronto. Io mi auguro che ci siano i faccia a faccia che sono richiesti dalle categorie e dai media».

Quale eredità lascia Veltroni ai cittadini romani?
«Con lui abbiamo assistito a un crollo del modello Roma. Roma oggi è una città allo sbando. Ha vantato la navigabilità del Tevere che sostanzialmente non c’è. Ha parlato del recupero delle ville storiche e basta visitarle per vedere in quali condizioni sono, così come basta volare sopra Roma per vedere le baraccopoli nelle periferie. E anche nel centro di Roma ci sono veri e propri suk. È ora di liberare Roma dal degrado perché dopo la stagione delle illusioni veltroniane la realtà della capitale è davvero drammatica».