Alemanno pronto per il dopo-Veltroni: «Ma lui si dimetta»

Onorevole Gianni Alemanno, sono diversi giorni ormai che nel toto-sindaco circola il suo nome, e tra l’altro prendendo sempre più quota. Ma lei è disponibile?
«È una sfida che ho già fatto e quindi so bene che è un impegno gravoso. Per rifarlo penso sia necessaria la convinzione di tutti».
Quindi lo rifarebbe?
«Non lo escludo».
Chi pensa di trovarsi dall’altra come sfidante: Rutelli o Gentiloni?
«Beh, si tratta di nomi che circolano già da un po’. Anche se penso che alla fine Rutelli non farà il sindaco di nuovo: non credo abbia voglia di ritornare in Campidoglio dopo tutti questi anni. Penso più all’ipotesi Gentiloni o anche alla Melandri».
E intanto cresce il rischio commissariamento.
«Sì, e sarebbe davvero una cosa devastante. Ci auguriamo che il sindaco predisponga ogni cosa affinché non si arrivi a questo. Se si va ad elezioni politiche Veltroni non può rinviare questa scadenza. E poi diciamolo: di fatto, sono già sei mesi che la città è senza sindaco, dal momento cioè in cui Veltroni è diventato segretario del Pd. Se ora aggiungiamo anche il possibile anno di commissariamento, praticamente la città resterebbe un anno e mezzo senza governo. Per altro si tratta di una città in cui tutti i grandi problemi strutturali non sono risolti, tant’è che non appena Veltroni ha allentato la sua presenza, tutto quello che in qualche modo era stato tenuto nascosto sotto il tappeto è venuto fuori».
Perché secondo lei Veltroni non si è ancora dimesso?
«Per due motivi molto semplici: innanzitutto perché sperava di rinviare il più possibile le elezioni politiche, di prendere tempo mettendo una sorta di cuscinetto tra il disastro del governo Prodi e le nuove elezioni. E poi, perchè il ruolo da sindaco gli dà un aplomb e una visibilità istituzionale che difficilmente avrebbe solo con il ruolo da segretario del Partito Democratico. Quindi in un certo senso Veltroni sta utilizzando il suo ruolo istituzionale in Campidoglio per accrescere il peso politico che ha all’interno delle fila del centrosinistra».
Se non si dimette cosa farete?
«Cominceremo a raccogliere le firme dei nostri consiglieri e ci dimetteremo noi».
Quindi tocca aspettare e vedere, nello scenario nazionale, a cosa porteranno le consultazioni del presidente Marini?
«Secondo me Veltroni si dovrebbe comunque dimettere. E questo perché, a prescindere dalle elezioni politiche, la carica del segretario del Pd è incompatibile con il ruolo di sindaco. certo non formalmente, non giuridicamente, ma nella sostanza è così. In ogni caso, la speranza è che il Capo dello Stato prenda atto al più presto del necessario scioglimento delle Camere e che quindi Veltroni si dimetta».
Alemanno, quale sarebbe la prima cosa che le farebbe da sindaco di Roma?
«Sicuramente attuare quelle migliaia di espulsioni ancora non realizzate. È necessario liberare la città di tutte quelle persone che vivono qui senza rispettare la legge».