Alemanno: «A quelle belve non daremo alcuna tregua»

Per i pastori romeni la procura chiederà il giudizio immediato

Alla fine anche i due olandesi aggrediti a Ponte Galeria sono riusciti a scorgere un pezzetto della vera Roma. Non quella illogica e bestiale, furiosa e abbandonata a se stessa, che si è imposta come loro comitato di benvenuto sulla via Portuense. Bensì quella affettuosa e solidale, calda e partecipe, che li ha voluti salutare ieri mattina mentre lasciavano il San Camillo, dopo averli riempiti per giorni di biglietti d’auguri, scatole di cioccolatini e mazzi di fiori. Uno di questi, una composizione di gigli bianchi e girasoli, a Paul e Wilma lo ha portato di persona Gianni Alemanno, che è tornato in ospedale ancora una volta. «Sembrano rinati - ha commentato sorpreso il sindaco - hanno una grande forza spirituale, sono riusciti a recuperare da quella cosa orrenda che gli è stata fatta». La cartella clinica gonfia di dettagli, compilata dai medici del nosocomio e che la coppia porterà con sé ad Amsterdam, non mente: il viso della donna, dopo l’intervento, si sta sgonfiando rapidamente e presto si potrà procedere alla ricostruzione dei denti, mentre a breve il marito toglierà il gesso al braccio. Nei dieci giorni e più di degenza, insomma, le ferite dei bastoni si sono rimarginate, anche se per quelle dell’animo, è inevitabile, ci vorrà un po’ più di tempo.
«Saranno nostri amici per sempre - ha aggiunto il primo cittadino - possono venire a Roma quando vogliono». Il Comune ha insistito con l’ambasciata olandese per farsi carico di tutti i costi extra del ricovero, del trasporto in aeroporto dei coniugi e del volo per i Paesi Bassi. Un piccolo attestato di solidarietà, che avrà altre significative propaggini in tribunale nel corso del processo a carico dei due pastori romeni, al quale sarà presente lo stesso Alemanno. L’intenzione è quella di non mollare la presa: «Ci siamo costituiti parte civile e la nostra - ha ricordato il sindaco - non è un’iniziativa formale, a quelle belve non daremo alcuna tregua».
Sul fronte giudiziario, invece, si prospettano difese separate per Andrei Bohus Vasile e Paul Petre. Gianluca Filice, l’avvocato che era stato nominato d’ufficio per rappresentarli, continuerà ad assistere solo il più giovane dei due, Vasile, l’unico ad avere ammesso in toto le sue responsabilità. Petre ha infatti ritrattato quanto raccontato in un primo momento ai carabinieri, affermando di fronte al gip di non avere preso parte al raid. Per entrambi i romeni, comunque, la procura potrebbe chiedere il giudizio immediato, che implica il passaggio diretto alla fase del dibattimento.