Alemanno ringrazia il prefetto: polemiche a sinistra

Botta e risposta con il sindaco Veltroni sul ruolo della politica

Il «botta e risposta» tra il sindaco Walter Veltroni e il “federale” di An Gianni Alemanno, sul tema del rapporto tra sicurezza e politica ha innescato una serie di polemiche soprattutto per le parole di ringraziamento al prefetto Serra da parte dell’esponente di An. «Serra ha rappresentato un punto di riferimento valido ed equilibrato. Faccio un riconoscimento delle qualità del prefetto» ha detto Alemanno a margine della conferenza regionale sulla sicurezza.
Quest’affermazione ha scatenato gli interventi polemici di alcuni esponenti diessini, come il senatore Esterino Montino, il deputato Lionello Cosentino e il segretario romano Mario Ciarla. I diessini hanno interpretato le parole di Alemanno come un riconoscimento di quello che aveva detto poco prima il prefetto Serra e cioè che Roma è una delle più tranquille capitali europee. Forzando l’«interpretazione», gli esponenti diessini hanno sostenuto che Alemanno non si trovava in linea con il suo partito che proprio sabato scorso ha tenuto una manifestazione sul tema della sicurezza. Hanno parlato di «sbornia propagandistica» e di «derive estremistiche» sostenendo che all’interno di An sarebbe in corso «una guerra».
«Non vorrei spiegare al collega Montino il significato delle mie parole - ha replicato Alemanno - ma non posso fare a meno di rilevare come abbia compreso in maniera esattamente capovolta il concetto da me espresso sul problema della sicurezza a Roma. Fare un rapporto con chi sta peggio non basta, infatti, a dire che Roma è sicura - ha proseguito Alemanno - e i dati che indicano un aumento di quasi il 10% dei delitti denunciati nell'ultimo anno nella Capitale sono un pericoloso campanello d'allarme a cui bisognerebbe reagire prima che sia troppo tardi».
A dargli manforte anche il vicepresidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Piso: «La sinistra, come spesso accade quando è colta nel vivo, sta, sul tema della sicurezza artatamente giocando sulle parole. Se Roma - ha proseguito - è oggi città più sicura di Londra o Parigi non è merito di Rutelli o Veltroni, ma ad esempio di una storia nazionale che non ha avuto un grande passato coloniale come quello di Francia e Regno Unito: i problemi in queste città ed in queste Nazioni sono infatti spesso provocati dagli immigrati di seconda e terza generazione. Purtroppo però, il gap positivo, anche in virtù dei processi di globalizzazione, rischia di essere nel breve ridotto a zero».
«Peraltro - ha rincarato la dose Piso - gli indicatori del crimine, come dimostrano i dati forniti dal prefetto Serra, sono purtroppo in crescita. La cosiddetta microcriminalità, che così “micro” poi non è, proprio perché è diffusa sul territorio, mette maggiormente a repentaglio il senso di sicurezza dei cittadini».