Alemanno-Rutelli: urne, speranze e veleni

«Da ieri è subentrata serenità al primo turno ero più nervoso». Sono le prime parole rivole da Alemanno ai cronisti che lo attendevano ieri mattina all’uscita del seggio di via Bitossi alla Balduina. Il candidato sindaco del centrodestra, accompagnato dalla moglie Isabella, ha mostrato una tranquillità granitica. Ed è lo stesso Alemanno a sorprendersi della trasformazione.
«Stamattina sono stato a visitare un convento a via di Bravetta, - ha continuato Alemanno - quello delle suore Oblate del Sacro Cuore. Fanno un bellissimo lavoro di assistenza ma non hanno mai ricevuto un euro dal Campidoglio. Quattro anni fa Veltroni è andato e ha fatto le solite promesse».
Oltre la serenità per il buon lavoro di campagna elettorale fin qui svolto, Alemanno non ha potuto nascondere, tuttavia, una certa irritazione per la palese violazione delle regole di silenzio alla vigilia del voto con la distribuzione di una serie di volantini anonimi che farebbero delle illazioni «a tinte fosche» nei confronti della vita del candidato del Pdl. «Una cosa del genere - aggiunge il candidato sindaco - potevamo farla anche noi a Rutelli ma lo abbiamo evitato. Non è il nostro stile».
«Quando è partita questa sfida - ricorda Alemanno, prima di salutare i cronisti - c’è stata esitazione. Molti mi dicevano che cosa andavo a fare dopo la brutta figura con Veltroni, i sondaggi mi davano al 33%. Non è un fatto personale il problema è che a Roma si sono create molte aspettative che speriamo non vadano deluse. Io quello che dovevo fare l’ho fatto». Intrattenendosi con elettori che ancora fuori dal seggio continuavano a lamentare disagi nel quartiere Alemanno, sorridendo ha risposto: «E se mi fate fare il sindaco ci provo a cambiare!» A salutarlo anche alcuni ragazzi di Monte Mario della Destra che al ballottaggio appoggiano la sua candidatura. «Il braccialetto?» ha concluso il candidato del Pdl riferendosi al laccio tricolore legato al polso durante la campagna elettorale, «lo sciolgo dopo il risultato».
Pranzo in famiglia per il candidato sindaco che dopo il voto, accompagnato dalla moglie si è spostato in casa della madre per poi raggiunge, da lì, Ostia dove alle 17 ha preso parte alla processione della Madonna di Fatima.
Stessa serenità ha mostrato il candidato sindaco del centrosinistra Francesco Rutelli che si è presentato al seggio dell’Istituto Arangio Ruiz all’Eur intorno alle 10 in compagnia della moglie Barbara e della figlia Serena. «Sono sereno di aver fatto tutto il mio dovere - ha detto ai cronisti Rutelli - e consapevole di avere dentro di me tutte le energie per una nuova stagione di governo della città: ora la parola passa ai romani». Giacca blu, camicia button-down azzurra e pantaloni di velluto color miele, il ministro dei Beni culturali si è intrattenuto brevemente a parlare con alcuni cittadini. A chi gli chiedeva come avrebbe trascorso la domenica di ballottaggio, Rutelli ha risposto: «Oggi è tutta dedicata alla famiglia, è l’unico giorno in cui si può stare tranquilli in attesa dei risultati».
Non sono mancate anche ieri polemiche sulla sicurezza del voto. Il candidato del PdL Alemanno ha telefonato al prefetto Carlo Mosca, chiedendo di inviare ai presidenti di seggio una circolare finalizzata a evitare il rischio di un doppio voto da parte dei rappresentanti di lista. «I rappresentanti di lista - recita un comunicato dello stesso Alemanno - sono autorizzati a votare presso il seggio in cui prestano il loro servizio, ma successivamente, dichiarando lo smarrimento della tessera elettorale e ottenendo un duplicato da parte degli uffici comunali, potrebbero violare la legge, andando a votare anche al seggio in cui sono regolarmente registrati come elettori».
Per evitare questa possibilità - continua la nota - è necessario che il presidente del seggio in cui il rappresentante di lista ha votato, comunichi ufficialmente il voto al seggio effettivo del rappresentante di lista stesso, in modo da ottenere la cancellazione dagli elenchi.