Alemanno senza freni: «Consob solo a Roma» Ma la Moratti gli chiude la porta sulla faccia

Ora che la Borsa è telematica e Piazza Affari ospita convegni e appuntamenti politici, che fine farà l’ultimo ufficio della Consob? La politica milanese propone di restituire alla città, indubitabile capitale del mondo finanziario e degli affari, la sede della commissione incaricata della tutela degli investitori e dell'efficienza, la trasparenza e lo sviluppo del mercato mobiliare.
Ma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, tenta il contropiede e propone addirittura di spostare a Roma l’ultimo ufficio rimasto a Milano. Una provocazione inattesa dopo il riavvicinamento tra il sindaco romano e la Lega.
Letizia Moratti rassicura i cittadini: «L’ufficio della Consob rimarrà a Milano perché Milano è la sede della Borsa, è la città dei contratti internazionali, è la capitale della finanza». Nessuna intenzione di insidiare la capitale, ma a ciascuno il suo: «Roma è la capitale della politica. Spostare l’ufficio della Consob sarebbe come a chiedere a Roma di trasferire il ministero dell’Industria a Milano».
In realtà c’è chi la proposta l’ha lanciata davvero, ipotizzando di portare sotto la Madonnina il dicastero delle attività produttive. La Moratti lascia intendere di non essere della partita, ma l’uscita di Alemanno è una specie di tentativo di mettere le mani avanti e di stoppare sul nascere eventuali richieste di trasferimento in direzione Nord di istituzioni al momento basate nella capitale.
«Alla proposta di legge che prevede di spostare Consob e Antitrust a Milano noi rispondiamo che non ha senso» sostiene Alemanno. La tesi è più o meno il fatto che l’intero paese non toccherebbe più palla in ciò che riguarda, azioni obbligazioni derivati e affini: «Ormai la Borsa non è più a Milano, ma a Londra». Da qui il contrattacco: «Per risparmiare risorse semmai avrebbe più senso unificare Consob e Antitrust qui a Roma dove ci sono i ministeri e le funzioni pubbliche».
Nella polemica tra sindaci del Pdl si inserisce l’opposizione. Parla Giuliano Pisapia, candidato della sinistra radicale alle primarie per il sindaco: «È squallido che un organo dell’importanza di Consob, di cui tutti dovrebbero preoccuparsi vista la sua autorevolezza nel controllo delle attività di Borsa, sia oggetto di polemiche da retrobottega».