Alemanno sul Colle, riforme in primo piano

È durato circa 30 minuti il primo incontro ufficiale del neo sindaco Gianni Alemanno con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al Quirinale.
Alemanno è arrivato alle 12,30 in punto ed è entrato nel Palazzo presidenziale con una Fiat Croma grigio metallizzato. «Abbiamo avuto un colloquio molto cordiale e amichevole in cui ho avuto modo di illustrare l’intenzione di avere una gestione aperta e che coinvolga anche l’opposizione», ha raccontato Alemanno, uscendo dal Quirinale e applaudito dai presenti sul piazzale. «Ho fatto riferimento alla riforma per il distretto federale di Roma capitale - ha continuato - la mia intenzione è avere un testo condiviso sia dalla Provincia sia dalla Regione. Il presidente si è raccomandato di lavorare su questo versante affinché si crei tra maggioranza e opposizione, sia a livello locale sia nazionale, un clima di concordia sui temi essenziali e le regole del gioco. E comunque che non ci siano lacerazioni o il continuo tentativo di offendere o screditare l’avversario». Alemanno ha poi detto di aver portato in dono a Napolitano il «primo conio della medaglia del Natale di Roma» che quest’anno è dedicata alla Carta Costituzionale in occasione del suo sessantesimo anniversario. Il primo cittadino ha accennato anche all’emergenza nomadi: «Non possiamo prendere provvedimenti finché la Giunta non sarà insediata, tra una decina di giorni. Però il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di mercoledì sarà molto importante perché servirà a monitorare la situazione. Dobbiamo partire da una fotografia del territorio, sulla situazione degli 85 campi sosta in larga parte abusivi, perché non ci sia un intervento “spot”, ma un meccanismo preciso che ci porti ad alleggerire la pressione dell’illegalità sulla città».
Il primo maggio, invece, nel suo primo appuntamento ufficiale da sindaco, all’Eur, all’inaugurazione di un bassorilievo a ricordo delle morti sul lavoro, Alemanno aveva parlato di precariato e morti bianche: «A Roma ci sono le strade della vergogna, dove si arruolano lavoratori in nero con un nuovo caporalato. Queste strade devono essere sottratte alla vergogna: bisogna fare in modo che il lavoro sia trasparente per tutti». «C’è una fascia oscura di imprese - ha aggiunto - che opera al limite della legalità. Bisogna evitare che ci siano spazi per subappalti ai minimi termini e al massimo ribasso. Faremo grandi sforzi per contrastare queste zone grigie. Faremo di tutto per lavorare anche con le imprese affinché ci sia una mobilitazione in questo versante. Quella sul lavoro è la nostra principale battaglia. Bisogna dare dignità al lavoro. È giusta l’intenzione di inaugurare questo monumento per ricordare le morti bianche. Chi lavora deve avere dignità, reddito e sicurezza. Il mio impegno è sconfiggere il caporalato, il precariato e le morti sul lavoro». Intervenendo al 23° congresso nazionale delle Acli che si è svolto all’Hotel Ergife il primo maggio, il neosindaco ha detto anche che «la stella polare a Roma sarà il principio della sussidiarietà». Questa guiderà il suo lavoro. «Bisogna riuscire a fare in modo che ci sia l’applicazione del principio di sussidiarietà - ha spiegato - ed è necessario passare dal welfare state al welfare community e al welfare society. Questi sistemi si fanno attendere da tempo. Bisogna fare in modo che ci sia questo passaggio nel modello sociale».