Alemanno, udienza privata in Vaticano

Benedetto XVI ha ricevuto ieri mattina il sindaco di Roma Gianni Alemanno. L’incontro privato è durato circa tre quarti d’ora e nel corso del cordiale colloquio, che si è svolto nello studio del Pontefice, il sindaco ha consegnato al Papa l’invito ufficiale a partecipare a una seduta straordinaria del Consiglio comunale, dedicata al valore universale di Roma, capitale del cattolicesimo». Durante l’incontro il Santo Padre e il primo cittadino della Capitale si sono scambiati dei doni: Benedetto XVI ha consegnato al sindaco un rosario e una medaglia d’oro, mentre Alemanno ha portato in regalo al Pontefice una moneta in oro celebrativa dei sessant’anni della Costituzione italiana. Al termine del colloquio, anche la moglie del sindaco, Isabella, e il figlio, Manfredi, sono stati ricevuti dal Papa per un breve saluto.
«Appena insediato ho fatto richiesta di questa udienza privata cui tengo molto anche dal punto di vista personale e sono molto contento e molto emozionato di poter incontrare il Sommo Pontefice», ha affermato da parte sua il sindaco Alemanno intervistato ieri dalla Radio Vaticana poco prima dell’incontro alla Terza Loggia del Palazzo Apostolico. «È importante che questa decisione - ha spiegato il sindaco riferendosi al voto quasi unanime del Campidoglio - sia bipartisan e che coinvolga sia maggioranza che opposizione». Per Alemanno è centrale la figura del Papa: «Solo un cieco non si renderebbe conto dell’importanza straordinaria della presenza del Vaticano, del Santo Padre nella nostra città. Noi siamo una città che ha due Stati al proprio interno e che è la capitale di entrambi. Si tratta di una caratterizzazione centrale da tanti punti di vista e qualsiasi politico e cittadino non può prescindere da questa realtà». Poi ha precisato: «Ovviamente noi non abbiamo nessuna intenzione di fare un discorso confessionale ma respingiamo qualsiasi logica laicista che pretende di cancellare questa presenza fondamentale dalla nostra città e da tutta la nostra nazione».