Aler, 2500 abusivi: record di sgomberi Pugno di ferro contro le occupazioni illegali degli appartamenti: 767 gli alloggi liberati nel 2008 Il racket in mano alle organizzazioni criminali: forzano le serrature e poi affittano alle famiglie

RICATTI Contro lo sfratto un uomo si è dato fuoco, e un altro teneva il figlio in bilico fuori dalla finestra

Trent’anni, si cosparge di benzina per non lasciare la casa appena occupata. Via Recoaro, una donna spinge i due figli piccoli attraverso una finestrella di vetro sopra la porta. Poi cerca di passare lei, per entrare nell’appartamento e occuparlo, ma rimane incastrata. Via Cà Granda: un uomo tiene il figlio per una gamba fuori dalla finestra, con la minaccia di lasciarlo cadere nel vuoto. Storie di quotidiana disperazione nei quartieri Aler. Storie che si intrecciano con la dura vita del tutor, chi si occupa di recuperare gli alloggi appena occupati. Come? Aler ha attivato una linea telefonica per la segnalazione dei casi di occupazione, attivo 24 ore su 24: basta chiamare lo 0273922692 e nel giro di un paio d’ore sul posto arriveranno i tutor, accompagnati dalle forze dell’ordine. Questa una delle novità inserite nel Patto per la sicurezza che l’azienda lombarda edilizia residenziale ha siglato il 16 aprile scorso e che ha già dato buoni risultati. I dati, infatti, parlano di un’inversione di tendenza rispetto alle occupazioni abusive degli alloggi popolari. «Solo in 60 quartieri - spiega il presidente Aler Loris Zaffra - su 817 interventi contro occupazioni e tentativi di occupazioni, gli alloggi recuperati sono stati 767, questo grazie al sistema di allarme senza fili installato negli alloggi ristrutturati. Nel 2007 erano stati 711 gli appartamenti liberati, 345 nel 2006 e 352 nel 2005. Nel 2008, invece, sono stati effettuati 108 sgomberi concordati, mentre 7 sono gli appartamenti riottenuti grazie ad accordi con gli occupanti». Nei 500 appartamenti appena ristrutturati, infatti, Aler ha fatto installare sistemi di allarme anti abusivi: una volta che la porta viene forzata la centralina chiama automaticamente i tutor e gli operatori della sicurezza. Ecco allora che in quartieri definiti difficili come Ponte Lambro, Molise Calvairate e Barona si è riusciti a recuperare il 100% degli appartamenti abitati illegalmente. «In Lombardia - commenta l’assessore regionale alla Casa, Mario Scotti - ci sono oltre 70mila famiglie che hanno diritto a una casa popolare, ma che non riescono a ottenerla per colpa degli abusivi».
Certo, il fenomeno delle occupazioni abusive rimane importante: sugli oltre 40mila appartamenti, infatti, quelli occupati sono 2515. Un dato rilevante, ma in miglioramento: nel 2005, infatti, si parlava di 2926 casi. Diverse sono anche le situazioni e le storie che stanno dietro questi atti, a volte disperati: nel 60% dei casi, infatti, i responsabili sono organizzazioni criminali che forzano le porte per far entrare a pagamento le famiglie. Per il resto ci sono persone in situazioni di grave disagio sociale, senza lavoro, malati o con figli piccoli oppure chi, per vari motivi, non ha apparentemente diritto alla casa per motivi burocratici.
«Una volta - racconta Daniele, tutor - mi è capitato il caso di un ragazzo disabile che aveva tentato di occupare un alloggio. Non sapeva nemmeno che con la sua malformazione fisica poteva chiedere un sussidio». «Durante tutti gli sgomberi - precisa il prefetto Gian Valerio Lombardi - siamo stati attenti ai risvolti sociali».