Alessandra, il ricordo un anno dopo

«In ricordo di Alessandra Lisi, 17 ottobre 2007». Queste le parole scritte sulla targa di vetro scoperta ieri mattina in piazza Vittorio Emanuele, a pochi metri da dove, proprio un anno fa, morì tragicamente la giovane ricercatrice di Pontecorvo. Alle ore nove di quel giorno un treno della metro «rossa», proveniente da Anagnina, tamponò un altro treno della stessa linea, fermo alla stazione Vittorio. Oltre alla trentenne, il bilancio fu di un centinaio di feriti. «Per far sì che i familiari sentissero il calore e la vicinanza della città», ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni scoprendo la targa «Chi di noi venne qui dopo l’incidente - ha detto Veltroni - non può dimenticare». L’anniversario della tragedia è stato ricordato con una silenziosa e toccante cerimonia a cui erano presenti, oltre al sindaco e ai genitori della vittima, l’assessore comunale alla Mobilità, Mauro Calamante, e i presidenti di Atac e Metro, Fulvio Vento e Stefano Bianchi. «Nei nostri cuori il dolore non si rimargina - ha dichiarato Antonio, padre della ricercatrice scomparsa - ma queste testimonianze, insieme a altre, ci danno il coraggio di andare avanti. Le istituzioni a tutti i livelli ci sono state vicine, non ci hanno abbandonato». «Il dolore resta ma la fede dà serenità», dice la madre Angela. All’angolo della banchina, dove si consumò il drammatico scontro, sono stati adagiati anche una rosa bianca, un mazzo di fiori e una fotografia della ragazza scomparsa. Ad Alessandra è stato dedicato anche il centro in cui lavorava, come ricorda il professor Pierpaolo Mastrojacovo, giunto con alcuni colleghi. «Alessandra - ha detto Mastrojacovo - è stata un esempio umano e professionale. Un punto di riferimento che ricorderemo sempre con ammirazione».