Alessandro Benvenuti e un thriller «dietro le quinte»

Instancabile, eclettico, prolifico, fantasioso, simpatico. Ma soprattutto ostinatamente toscano. L’identikit non potrebbe che corrispondere ad Alessandro Benvenuti: autore/attore/regista che con la sua saga dei Gori ha tenuto inchiodate alle poltrone di platea intere generazioni di spettatori (il primo titolo della serie, Benvenuti in casa Gori, ha già raggiunto i 18 anni di repliche) e che con la sua ironia pungente ha colpito al cuore la vita così com’è, sentimenti, famiglia, rapporti personali, ideologie e ideali compresi. Difficile inquadrarlo in uno stile o in un genere. Passa con disinvoltura dal cabaret alla commedia grottesca, dal monologo a più voci allo spettacolo corale, dal testo in dialetto al lavoro classico. Si preannuncia, per esempio, come un thriller lo spettacolo che Benvenuti presenta da oggi al Vascello, Come due gocce d’acqua il titolo. Thriller anomalo, visto che in scena ci sono due macchinisti teatrali, il toscano Fausto (lo stesso Benvenuti) e il calabrese Saraceno (Gianni Pellegrini), intenti a montare le scene di un Aspettando Godot in polacco ma essenzialmente coinvolti in uno scontro verbale/caratteriale che sembra avere tutte le carte in regola di una comune partita «nord contro sud». In realtà le cose non stanno proprio così e sotto questo dialogo a due (di cui l’attore toscano è regista e autore insieme con Ugo Chiti) si nascondono retroscena di ben altra natura. La pièce li svela poco a poco, parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, tra rigurgiti di dolore e desideri di vendetta. «Questo testo - spiega Chiti - si articola in un crescendo calcolato di indizi e sospetti, un intreccio di piste inquietanti che emergono dal passato dei protagonisti, schegge di un mistero che fanno intuire tra Fausto e Saraceno molte più cose in comune di quanto fosse sembrato all’inizio». Dalla situazione particolare e protetta del teatro nel teatro, dalle battutacce reciproche e dalle continue provocazioni, la vicenda raccontata in questo piccolo giallo raggiunge infatti la cronaca, la Storia nazionale, le piaghe di una società malata e violenta. E basti così, perché dire di più sarebbe già troppo. In scena fino al 6 novembre. Info: 06/5881021.