Alessandro Zunino: "Obiettivo Edison: tre milioni di clienti"

C’è un villaggio nello stato dell’Ohio, Stati Uniti di America, che porta il nome di Milan. Qui nacque, l’undici di febbraio dell’Ottocentoquarantasette, Thomas Edison. Trentaquattro anni dopo Giuseppe Colombo fondò a Milano, Italia, il Comitato promotore per l’applicazione dell’energia elettrica che, l’anno successivo, aggiunse sull’insegna «Edison». Era la prima azienda del settore in tutta l’Europa. Il fatto venne celebrato la sera di Santo Stefano del milleottocentoottantatre all’apertura della stagione operistica, la Gioconda di Ponchielli andò in scena al teatro La Scala di Milano illuminato, per la prima volta nella storia, da duemilaottocentoottanta lampade elettriche. Il fatto si ripeterà, altre luci, più di mille e mille, stesso sito, stessa città, Edison e Milano, Edison e la Scala.
Thomas Edison ha cambiato la vita del mondo, diventò un mito per l’epoca, addirittura una moda, quel cognome fu nome di battesimo per molti neonati (Pelè fu registrato Edison Arantes do Nascimento all’anagrafe per poi chiamarsi Edson); l’Edison di Giuseppe Colombo sta cambiando la vita degli italiani. Non soltanto un teatro pieno di luce pura ma case, aziende, palazzetti. L’energia è rinnovabile, non è indispensabile bruciare idrocarburi, intossicare l’aria, servono il vento, l’acqua, il sole, serve la natura senza combustione e gas velenosi, petrolio e derivati, arriva il prodotto, l’energia elettrica, dunque, uguale ad altre energie, ma l’atto produttivo non sputa anidride carbonica. C’è un ma: i costi delle energie rinnovabili hanno bisogno di essere sostenuti, incentivati. Gli impianti eolici hanno quasi raggiunto l’equilibrio economico con quelli termoelettrici, il fotovoltaico ha costi multipli di quattro, cinque volte. Lo illustra e lo conferma Alessandro Zunino, laurea in ingegneria gestionale, amministratore delegato di Edison energia, la società del gruppo che si occupa della vendita di energia elettrica e gas: «La decisione di fornire ai privati il nostro servizio è arrivata nel duemila e nove a un anno dalla liberalizzazione del mercato elettrico. Cresce il numero di cittadini che scelgono Edison, l’obiettivo è di raggiungere i tre milioni di utenti nei prossimi quattro anni. Ma dobbiamo fare i conti con gli ostacoli normativi e burocratici. L’Authority non facilita il libero mercato, cerca di tutelare al massimo, nei minimi dettagli, il cittadino, il mercato è vincolato più che tutelato».
Che cosa può e deve fare chi intende cambiare fornitore?
«L’attuale sistema non facilita il cambio, noi riteniamo invece di agevolare il cliente, rendendo snello e pratico il servizio. Leggere una bolletta della luce è impresa impossibile, mille dati, mille coordinate. Per prima cosa il cliente deve rintracciare l’ultima bolletta, quindi può telefonare al nostro numero verde in funzione per ventiquattro ore oppure contattarci sul sito web».
Solita prassi burocratica...
«No, abbiamo cronometrato: in quattro minuti il contratto è stipulato, da quel momento ogni incombenza passa a Edison. Dopo un mese e mezzo il servizio entra in funzione, dopo quattro mesi arriva la prima bolletta»
E l’Enel, o l’altro fornitore, che fanno?
«Ricevono da noi i dati, la disdetta, tutto il resto».
Se non collaborano?
«Sono obbligati per legge, altrimenti vengono denunciati. Il cliente può richiedere anche la restituzione del deposito cauzionale».
I costi?
«Si può scegliere come in banca: tariffa fissa, anche se l’Authority detta nuove cifre, come avviene trimestralmente, il nostro contratto non cambia. C’è anche l’offerta della tariffa a sconto, del 10 per cento. Si calcola che una famiglia media abbia consumi per 450 euro dei quali 300 di vero consumo e 150 di tasse, accise e varie. Su quest’ultima cifra non possiamo intervenire, sull’altra offriamo uno sconto del 10 per cento. Ci sono casi, con la tariffa fissa, di risparmi intorno al 35 per cento».
Thomas Edison inventò la luce elettrica perché aveva paura del buio, Alessandro Zunino per due volte è rimasto scosso, con le dita nella presa di corrente, capita anche agli ingegneri, tifosi del Torino: «Il progetto futuro di Edison è rivolto al risparmio energetico, ad abbassare i consumi; stiamo lavorando da un anno, ma il sistema Paese è ancora acerbo per capire e accettare quello che dovrebbe essere semplicemente normale». Normale come accendere le luci della Scala.