Alessia: sarò una iena anche nel «Gieffe»

Parla la conduttrice del Grande Fratello: «I reality sono un gioco, basta attaccarli»

Laura Rio

da Milano

Gli autori del Grande Fratello già non ne possono più di lei. Da giorni li bombarda di telefonate: e quando cominciamo, e come si fa questo e come si fa quello. E poi vuole vedere i provini e mettere il becco sulla scelta dei concorrenti. Alessia Marcuzzi è fatta così: vulcanica, simpatica, frizzante e quando ci vuole anche rompiscatole. Gli autori rispondono serafici che se ne riparla dopo le vacanze di Natale. In effetti, di tempo non ce n’è molto: il gieffe riprende il 19 gennaio. E alla Marcuzzi, che ha lasciato l’adorata casa delle Iene, tremano le gambe al pensiero di entrare in quella super popolare di Cinecittà.
Alessia, è la sua prima volta da sola, in tutti i programmi precedenti aveva sempre qualcuno accanto a sé...
«È vero. Soltanto una volta, a un gala della pubblicità, mi hanno lasciata sola sul palco. Quando mi hanno proposto il reality mi sono presa qualche giorno per pensare. Ho sempre pensato che Le Iene fosse il programma migliore per me. Poi mi sono detta che dovevo rischiare anche perché, non avendo mai condotto da sola, non ho mai potuto provarmi fino in fondo».
Sarà un bel campo di prova: il Gieffe è alla sesta edizione, mostra segni di usura (l’anno scorso fece uno share del 30,5, il più basso della sua storia). E comunque Canale 5 ci punta molto per risollevare gli ascolti autunnali in ribasso...
«So di avere una grande responsabilità. Anche se la costruzione dello show non dipende da me, ci metto il mio volto. Però non mi voglio angosciare, voglio vivere questa avventura serenamente».
Non sarà facile. Subito verrà messo a confronto il suo stile con quello di chi l’ha preceduta: la rigorosa Daria Bignardi e la «zia» Barbara D’Urso...
«Lo so che mi massacreranno. Ma sono abituata: dopo essere stata cinque anni sotto gli artigli di Luca e Paolo (alle Iene), si può sopravvivere a tutto. Dalla mia ho l’età (33 anni): più o meno quella dei partecipanti, con cui mi potrò intendere bene».
La D’urso tempo fa aveva detto: «vorrei guidare il Gieffe finché avrà vita», poi l’hanno sostituita con lei...
«Non sono scelte che dipendono da me. Anzi, io al reality non ho mai pensato. Non sono una persona che sgomita, non amo la mondanità, non cerco di stare sulle pagine di tutti i giornali... vabbè tranne quando ho posato per i calendari ma lì ero giovane e volevo fare vedere quanto ero bella».
I reality sono sotto tiro: esempio di tv di cattiva qualità, dice Ciampi...
«Secondo me il Presidente non si riferiva solo ai reality. Comunque io penso che siano un gioco, un modo per divertirsi. Tra l’altro, il Grande fratello, è quello meno volgare di tutti. Mi hanno raccontato che una volta, per non mandare in onda una scena non adatta al pubblico, hanno inquadrato per un quarto d’ora un albero».
A lei cosa non piace in tv?
«Le persone che si mettono una maschera. Che fingono di essere ciò che non sono».
Be’, come la maggior parte dei ragazzi che vogliono partecipare al Gieffe...
«Sì, ma gli autori questi li scartano subito e cercano di selezionare persone vere».
Quali edizioni del Gieffe le sono più piaciute?
«La prima, stavo in casa perché ero incinta di Tommaso e non mi perdevo una puntata. Taricone è rimasto nel mio cuore. E poi la quarta, quella con Serena, Patrick, Katia, Ascanio».
Pochi concorrenti hanno fatto strada nel mondo dello spettacolo...
«Vero. Però per esempio nell’ultima serie di Carabinieri (che andrà in onda da fine gennaio su Canale 5) recita Luca Argentero e mi sembra proprio bravo».
A proposito, a metà serie lei scompare...
«Sì, esco di scena. E non tornerò più. È la mia ultima fatica da carabiniere. Voglio stare più vicina a mio figlio (avuto da Simone Inzaghi, da cui ora è separata): per due anni Tommaso ha frequentato la scuola materna per metà anno a Città della Pieve (dove è ambientata la fiction) e per metà a Roma. Ora basta».
Le piangerà il cuore lasciare gli amici delle Iene... Che ne pensa della prossima conduttrice? In pole position c’è Martina Stella...
«Alle Iene sono stati cinque anni meravigliosi. Penso che Martina sia un’ottima idea. Sa ballare e cantare. Se posso permettermi, le consiglio di ascoltare attentamente Luca e Paolo. Non deve prepararsi i discorsi, ma seguire i loro input e rispondere alle battute altrimenti sarà un disastro».
Per lei lo show non si è chiuso in bellezza: quel filmato sui soldati di Nassirya censurato...
«È stata una brutta cosa. Soprattutto perché poi l’abbiamo visto in un’altra trasmissione (Matrix). Ma il nostro è uno show irriverente e delicato e può andare incontro a questi controlli».
Per le feste si dividerà tra suo figlio Tommaso e il fidanzato Carlo Cudicini (portiere del Chelsea)?
«Sì, nei giorni in cui Tommaso sta con Simone, vado a Londra. Ma il primo gennaio sarò già a Roma, pronta a lanciarmi nella casa del Gieffe».