Alexandrina Da Costa

Essendo questo l’Anno dell’Eucarestia, devo tornare ancora una volta su questa Beata portoghese, nata nel 1904 nelle cittadina di Balasar e morta nel 1955. Il 13 ottobre, che è anche l’anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. Dalle fotografie emerge il volto di una tipica bellezza lusitana, capelli corvini, occhi profondi e neri. Aveva quattordici anni quando tre malintenzionati cercarono di metterle le mani addosso. Lei, per scappare, non esitò a gettarsi dalla finestra. Erano solo quattro metri d’altezza, ma bastarono a renderla paralizzata per sempre. Non si alzò mai più dal letto. Un giorno, mentre si trovava da sola, la folgorò il pensiero che Cristo era prigioniero nel Tabernacolo così come lei lo era in quel letto. Be’, pensò, ci faremo compagnia. E così fu. Dal 1938 al 1942, ogni venerdì Alexandrina rivisse le sofferenze della Passione. A contarli, quei venerdì, sono centoottantadue. Nel 1942, come si è detto, questi fenomeni mistici cessarono. Ma ne cominciò un altro, più discreto: Alexandrina prese a vivere di sola Eucarestia. Per tredici anni, cioè fino alla morte, non inghiottì altro che la Comunione giornaliera. La notizia, naturalmente, si sparse e finì che le autorità sanitarie vollero vederci chiaro. La veggente fu portata nell’ospedale di Oporto nel 1943 e tenuta sotto strettissima osservazione per quaranta giorni, anche di notte. Mistero scientifico, ma rigorosamente documentato e perfino fotografato. Il 2 settembre del 1949 le apparve la Madonna, raccomandandole la devozione del rosario. Quando morì aveva cinquantun anni.
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