Alfa, precari e Tav: tutti alla Scala a protestare

Off limits dalle 17 la zona intorno alla piazza. Lissner: «I preparativi mi han fatto venire i brividi»

Sabrina Cottone

Sarà un 7 dicembre ricco di proteste. E in qualche modo è anche un po’ la prova che la prima della Scala mantiene il suo significato simbolico, con gli inevitabili desideri di contestazione. I primi a voler dire la loro, approfittando della presenza del presidente della Repubblica, sono proprio i lavoratori della Scala, che incontreranno Carlo Azeglio Ciampi nell’intervallo per chiedergli sostegno contro i tagli al fondo della lirica.
Davanti al Piermarini, in cui Daniel Harding dirigerà Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart, andrà in scena persino la protesta della Val di Susa, quella dei Cobas che ostacolano in ogni modo la Tav, l’alta velocità Torino-Lione. Una lotta in cerca di ulteriore lustro, che i contestatori sperano di ottenere in un corpo a corpo (o almeno un faccia a faccia) con il ministro dei Trasporti, Pietro Lunardi, tra gli sopiti della serata. A protestare anche i dipendenti di Siemens, Alfa Romeo, Centrale del Latte, in piazza al fianco dei precari e dei contratti a tempo indeterminato. Le proteste sono l’unico elemento «vecchio», e sembrano quasi lì a mantenere la tradizione, perché per il resto è tutto un debutto con protagonisti nuovi: il sovrintendente, Stéphane Lissner e il direttore d’orchestra, il trentenne Daniel Harding. «La preparazione di questa prima - confessa Lissner - mi ha fatto venire i sudori freddi. Alcuni direttori, registi e cantanti di livello internazionale non erano liberi sette mesi fa. Questa stagione è atipica, si tratta di un anno di transizione: in agosto stavo ancora cercando un tenore. Ci vorranno tre stagioni prima di tirare un primo bilancio». La prima causerà qualche disagio a chi si trova a passare in macchina (e anche con i mezzi pubblici) intorno alla Scala. Il traffico sarà chiuso dalle cinque del pomeriggio (un’ora prima dell’inizio della rappresentazione) e fino alla fine dello spettacolo. Durata prevista: poco più di tre ore, compreso l’unico intervallo previsto tra il secondo e il terzo atto. Alle nove e un quarto gli ospiti si sposteranno a Palazzo Reale per la cena di gala e il traffico tornerà regolare. In queste quattro ore e un quarto rimarranno chiuse via Manzoni e via Santa Margherita. Tra le cinque e le sei rimarranno chiuse anche tutte le altre vie intorno al teatro, ma solo per consentire l’arrivo delle autorità. Subiranno modifiche del percorso la linea 1, la linea 2 e la linea 61.