Alfano: "Il caso Ponzoninon intacca l'operatodi Roberto Formigoni"

Domani gli interrogatori di garanzia a quattro dei cinque arrestati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Monza sul fallimento della società "Il Pellicano". <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/crac_pellicano_ponzonisi_e_costituito_g... target="_blank">L'ex assessore si è costituito alla Gdf</a></strong>

Cominceranno domattina gli interrogatori di garanzia di quattro delle cinque persone arrestate dalla Gdf (due dei quali ai domiciliari) nell’ambito dell’inchiesta della procura di Monza nata dal fallimento della società "Il Pellicano" e che ha portato a contestare tra gli altri i reati di corruzione, concussione, appropriazione indebita e anche finanziamento illecito ai partiti. Com'è noto è stato arrestato anche l'ex assessore regionale del Pdl, Massimo Ponzoni. Il primo ad essere sentito dal gip di Monza Maria Rosaria Correra saranno Antonino Brambilla, vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza, ora in carcere. Poi toccherà all’imprenditore Filippo Duzioni e poi all’ex sindaco di Giussano Franco Riva e all’ex assessore provinciale e tecnico del Comune di Desio, Rosario Perri. Per Ponzoni, che si è costituito oggi, l’interrogatorio non è ancora stato fissato anche se si ipotizza possa svolgersi dopodomani nel pomeriggio.

Alfano difende Formigoni

"Le accuse rivolte a Ponzoni non intaccano in alcun modo l’operato del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nè il sistema Lombardia che si avvale di un percorso amministrativo d’eccellenza, più volte strumentalmente attaccato dalle opposizioni per i risultati raggiunti". Lo afferma in una nota il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che aggiunge: "Ogni tentativo di delegittimare il lavoro della Regione sarà reso vano dai fatti e da quanti riconoscono alla Lombardia lo standard raggiunto. Questi tentativi sono più" gravi quanto più "camuffati da una presunta questione morale, sbandierata dalle opposizioni a proprio uso e consumo e secondo una malsana logica doppiopesista", conclude Alfano.

Podestà: dobbiamo essere garantisti

"Nessuno è colpevole fino a quando non c’è una sentenza passata in giudicato, ma occorre sempre fare chiarezza perchè lo pretendono i cittadini". A ribadirlo è il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, che commenta le ultime notizie relative all’arresto dell’ex consigliere regionale lombardo. "Leggendo le cronache, che non riguardano solo il Pdl, possono esserci molti episodi che investono le indagini della magistratura - sottolinea Podestà - ma mi permetto di dire che tra persona inquisita e persona colpevole vi è una differenza notevole. Che la magistratura faccia il suo corso è doveroso, anche perché credo che tutto ciò che può portare alla legalità e alla giustizia ci è preteso dai cittadini e in questo momento di difficoltà ancora di più. Mi hanno però insegnato - aggiunge - che fino che non c’è una sentenza passata in giudicato una persona non è colpevole".

Quei soldi spesi nella nota pasticceria

Oltre 13 mila euro spesi in due anni da Cova, la storica pasticceria di via Montenapolene a Milano. C’e anche questa uscita tra quelle registrate da "Il Pellicano", la società fallita un anno fa e al centro dell’inchiesta della Procura di Monza. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere si fanno anche i conti delle "distrazioni" che secondo l’accusa hanno causato il crac della società di cui Ponzoni è stato amministratore unico fino al marzo del 2006 e poi "co-amministratore di fatto" insieme al ragioniere Sergio Pennati, anche lui indagato. E così tra le fatture pagate da "Il Pellicano", molte delle quali a favore della Ar.Co Costruzioni amministrata dal cognato di Ponzoni, se ne trovano due, una del 2006 e l’altra dell’anno successivo, per un totale di 13.235 "della Cova Montenapoleone srl per l’acquisto di articoli di pasticceria (non inerenti all’attività della società)". E ancora 62.400 versati nel 2007 a un "Centro studi arredamenti" per "forniture" riconducibili a Ponzoni e 20 mila versati tra il gennaio e il febbraio 2006 alla Ar.Co Costruzioni per pagare una fattura ritenuta gonfiata.